{"id":10720,"date":"2015-09-25T14:30:19","date_gmt":"2015-09-25T12:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/banca-dati\/"},"modified":"2022-06-23T15:29:59","modified_gmt":"2022-06-23T13:29:59","slug":"banque-de-donnees","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/","title":{"rendered":"BANQUE DE DONN\u00c9ES"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><\/div><\/div><\/div><\/div>\r\n\t<div class=\" \" style=\" width: 100%; margin-top:-41px; margin-bottom: 0;\">\r\n\t\t<div class=\"home_paralax\" style=\"background-image:url('https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Banca-Dati.jpg'); !important; padding-top:150px; padding-bottom:100px\" data-type=\"background\" >\r\n\t\t\t<div class=\"main_content_area\" style=\"padding:0px;\">\r\n\t\t\t\t<div class=\"container oi_break\">\r\n\t\t\t\t\t<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><\/h1>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><\/h2>\n<div class=\"oi_caption\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Banca Dati con le cartelle cliniche, tecnico-sanitarie e fotografiche di oltre 18.000 pazienti \u00e8 un patrimonio di informazioni da cui attingiamo ogni giorno per migliorare e perfezionare il nostro lavoro. Ospedali, Cliniche universitarie ed Enti sanitari hanno a disposizione una fonte inesauribile di statistiche sulle applicazioni protesiche degli ultimi 60 anni.<\/p>\n<\/div>\n<p>\r\n\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t<\/div>\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\r\n\t<\/div>\r\n\t<div class=\"main_content_area\">\r\n\t\t<div class=\"container\">\r\n\t\t\t<div class=\"row\">\r\n            \t<div class=\"col-md-12\">[vc_row][vc_column][vc_tabs interval=\u00a0\u00bb0&Prime;][vc_tab title=\u00a0\u00bbSTATISTICA ENUCLEAZ. \/ EVISCERAZ.\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bbc782be9e-5f2f-4&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Statistica effettuata su 18.188 pazienti del nostro database nel periodo 1985 &#8211; 2020.<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21902,21908,21914,21920&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21926,21932,21938,21944&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21968,21962,21956,21950&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avvertenza:<\/strong>\u00a0Alcuni pazienti pervengono nei nostri centri dopo molti anni dall&rsquo;intervento chirurgico o dal trauma subito ed a volte sono privi della documentazione clinico-sanitaria (cartella clinica o scheda di dimissione ospedaliera). In questi casi i dati sono in parte ricostruiti deducendoli dalla storia clinica dei pazienti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tab][vc_tab title=\u00a0\u00bbSTUDIO SULLA CAUSA PRIMARIA\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bb1444210815266-6-9&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/4&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9625&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb3\/4&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>CAUSE DI ANOFTALMO, EVISCERAZIONE O SUBATROFIA<\/strong><\/h4>\n<p>(R. Angeli, Universit\u00e0 di Milano &#8211; 2005)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo studio emerge che il 53,28 % della perdita del bulbo \u00e8 causato da un <strong>evento accidentale<\/strong>. Tra gli eventi accidentali il pi\u00f9 frequente \u00e8 l&rsquo;<strong>incidente di gioco<\/strong>, che interessa il 21% del campione. Vengono poi gli <strong>infortuni sul lavoro<\/strong> (17%), gli <strong>incidenti domestici<\/strong> (15%), gli <strong>incidenti stradali<\/strong> (11%), <strong>incidenti generici indefiniti<\/strong> (10%) e gli <strong>incidenti<\/strong> <strong>di guerra<\/strong> (7%). Essendo una casistica che copre un lasso di tempo importante ritroviamo ancora casi che si riferiscono alle due guerre mondiali, fino ad arrivare alle guerre pi\u00f9 recenti ed alle missioni di pace. Seguono i casi di <strong>incidenti con arma da fuoco<\/strong> (4%) e casi di <strong>esplosione con origine non bellica<\/strong> (3%), causati ad es. dall&rsquo;uso improprio di fuochi pirotecnici, esplosione di batterie, ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rileva dunque che la maggior parte degli incidenti avviene in casa, molto spesso giocando, oppure sul posto di lavoro. Non sono stati riportati solamente traumi contusivi o penetranti ma anche lesioni da sostanze chimiche come <strong>calce viva<\/strong> o <strong>solventi<\/strong>. Le ustioni con alcali come l\u2019<strong>ammoniaca<\/strong>, la <strong>soda caustica<\/strong> e la <strong>calce<\/strong> che sono pi\u00f9 diffusi in ambiente domestico e industriale rispetto agli acidi, costituiscono la causa pi\u00f9 frequente. Gli acidi coinvolti con maggior frequenza sono il <strong>solforico<\/strong>, il <strong>solforoso<\/strong>, l\u2019<strong>acetico<\/strong>, il <strong>clorico<\/strong> e l\u2019<strong>idrocloridrico<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le patologie le <strong>neoformazioni<\/strong> coinvolgono il 14,35% dei pazienti. Le pi\u00f9 frequenti sono il <strong>melanoma della coroide<\/strong> e il <strong>retinoblastoma<\/strong> ma ci sono casi anche di metastasi oculari, di carcinomi squamocellulari ad estensione intraoculare, di meningiomi e di linfomi.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p>Alle \u201c<strong>altre patologie<\/strong>\u201d che riguardano complessivamente il 23,23% del campione esaminato, appartengono patologie slegate tra loro come il <strong>glaucoma<\/strong> (30%), le <strong>infezioni<\/strong> o infiammazioni endobulbari (24,37%) un <strong>esito chirurgico sfavorevole<\/strong> che ha provocato per esempio un\u2019<strong>endoftalmite<\/strong> (14%), il <strong>distacco di retina<\/strong>, che molto spesso viene operato pi\u00f9 volte per l\u2019alta incidenza di recidive (13%) fino alle infezioni extrabulbari come le <strong>cheratiti perforanti<\/strong> (11,24%).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p>Dal momento che il database \u00e8 molto ampio e copre un lasso di tempo notevole, si ha modo di ritrovare addirittura un paziente che negli anni &rsquo;20 del 1900 ha perso l&rsquo;occhio per <strong>vaiolo<\/strong> (che ormai \u00e8 stato dichiarato debellato). Si \u00e8 ritrovato anche un caso di <strong>tifo<\/strong>, e alcuni casi di <strong>TBC<\/strong> oculare e di <strong>sifilide<\/strong>. Altre malattie rare riscontrate sono: il Morbo di Behcet, la Sindrome di Guillain Barr\u00e9, la Sindrome di Stringer ed il Morbo di Besser.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p>Le <strong>patologie congenite<\/strong>\u00a0interessano invece il 14,36% del campione. Il 42% di questi pazienti hanno riscontrato un <strong>microftalmo<\/strong> o un <strong>anoftalmo congenito<\/strong>, il 16% il <strong>glaucoma congenito<\/strong>, l\u201911% la <strong>cataratta congenita<\/strong> mentre il 29% altre patologie congenite. Tra queste: il Morbo di Recklinghausen, il Morbo di Goldenhar, il Morbo di Coats, Il Morbo di Von Hippel Lindau.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<p><em>(Tratto da \u00ab\u00a0La gestione del paziente anoftalmico\u00a0\u00bb, Dr.ssa Raffaella Angeli &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u00ab\u00a0Bicocca\u00a0\u00bb, relatore Prof. S. Miglior, Correlatore Dr.ssa M. Guareschi.)<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00a0\u00bbCAUSA \/ STATO CLINICO DEL PAZIENTE\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bb1444210760513-2-1&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/4&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9711&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9714&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9715&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb3\/4&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>CAUSE SUDDIVISE IN BASE ALLO STATO CLINICO DEL PAZIENTE<\/strong><\/h4>\n<p>(R. Angeli, Universit\u00e0 di Milano &#8211; 2005)<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall&rsquo;analisi comparata delle cause che possono incidere in modo diverso sullo sviluppo di diverse condizioni cliniche del paziente (bulbo eviscerato, enucleato o subatrofico) emerge che gli eventi accidentali sono senza dubbio la causa preponderante in tutte e tre le condizioni cliniche. Incidono infatti per il 60% dei casi di enucleazione ed eviscerazione, e per il 50% dei casi di bulbo subatrofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei tre gruppi di pazienti la causa predominante sono l&rsquo;incidente di gioco, l&rsquo;incidente domestico e l&rsquo;infortunio sul lavoro, seppur esistano piccole differenze. Infatti mentre l&rsquo;incidente di gioco \u00e8 responsabile prevalentemente di bulbi subatrofici (25%) rispetto alle enucleazioni (20%), l&rsquo;infortunio sul lavoro \u00e8 la causa prevalente di enucleazione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>neoformazioni, <\/strong>avendo un potenziale metastatico<strong>, <\/strong>\u00a0risultano essere nettamente associate ad enucleazione. Solo in una minoranza dei casi sono associate a bulbi subatrofici (per esempio dopo radioterapia o brachiterapia) o addirittura eviscerati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>altre patologie<\/strong> riguardano circa il 20-30% delle cause totali. All&rsquo;interno di questa classe si rileva\u00a0che mentre il distacco di retina induce soprattutto la persistenza di un bulbo subatrofico, il glaucoma e le infezioni o le gravi flogosi endobulbari sono causa importante di eviscerazione ed enucleazione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla comparazione delle tabelle sopra riportate emerge che alcune cause portano nel tempo i pazienti alla comparsa di bulbo subatrofico o eviscerato o enucleato in ugual misura (incidente da arma da fuoco, o da taglio, o l\u2019esplosione di un ordigno bellico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre cause invece, sono in relazione prevalentemente ad uno specifico stato clinico. Si rileva\u00a0quindi che il <strong>distacco di retina<\/strong>, soprattutto se recidivante e soprattutto se il paziente \u00e8 stato sottoposto a diversi interventi chirurgici, d\u00e0 origine prevalentemente a bulbo subatrofico (1,54% rispetto a 1,97% e 2,21%).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, il <strong>glaucoma <\/strong>\u00a0\u00e8 causa di enucleazione ed eviscerazione (rispettivamente al 7,59 e al\u00a0 9,27%) in una percentuale doppia rispetto alla presenza di un bulbo subatrofico (4,86%). \u00a0Ci\u00f2 pu\u00f2 essere spiegato considerando che gli interventi di enucleazione od eviscerazione sono volti a risolvere il dolore provocato dal glaucoma. Il bulbo subatrofico, invece, \u00e8 probabilmente il risultato di molteplici interventi chirurgici non andati a buon fine, condizione che anticipa l\u2019intervento di enucleazione o eviscerazione. Rappresenta dunque nella maggior parte dei casi uno stadio di trattamento precedente.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>infezioni o flogosi\u00a0del bulbo, sia endobulbari che extrabulbari<\/strong>, sono causa in senso crescente di: bulbo subatrofico (rispettivamente di 4,7% endobulbari e 1,9% extrabulbari), di bulbo eviscerato (rispettivamente 9,1% e 3,6%) e di bulbo enucleato (rispettivamente 5,6% e 2,7%).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong>esiti chirurgici sfavorevoli,<\/strong>\u00a0considerandoli sia come \u00ab\u00a0diretti\u00a0\u00bb per incidente chirurgico o sue complicanze, sia per causa riflessa (ad es. un bulbo gi\u00e0 seriamente compromesso che dopo l&rsquo;intervento collassa), sono causa in ordine crescente di bulbo enucleato (2,6%), bulbo eviscerato (4,7%) e bulbo subatrofico (5,51%). Tra questi non sono stati considerati pazienti che hanno avuto una recidiva per distacco di retina.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/4&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9752&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb3\/4&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>CONFRONTO DELLA CASISTICA DALPASSO CON I DATI REPERIBILI IN LETTERATURA<\/strong><\/h4>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nell&rsquo;ultima tabella sono confrontate la casistica del database DALPASSO con quella reperibile nella letteratura medico-scientifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eventi Traumatici<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trauma del bulbo oculare risulta essere la causa preponderante sia nella casistica DALPASSO\u00a0(53,28%)\u00a0 sia negli studi di letteratura presi in considerazione (44,28%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tumori Oculari<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella casistica DALPASSO\u00a0emerge che le neoplasie sono causa di perdita del bulbo oculare in 1.535 pazienti su 10.690 (14.36%), circa la met\u00e0 della percentuale in accordo con la media delle percentuali riscontrate in letteratura che \u00e8 di 33,69%.\u00a0Nell\u2019articolo di Blaydon del 2003 e in quello di Christmas del 1998\u00a0 emerge che i tumori oculari causa di enucleazione sono nella maggior parte dei casi il retinoblastoma e il melanoma della coroide.\u00a0Nel primo articolo il retinoblastoma si rende evidente in 1 paziente su 121 (30 pazienti eviscerati e 91 enucleati) ed ha un\u2019incidenza dello 0.8%. Nel secondo articolo, invece, Christmas lo riscontra nell\u201911.4% dei casi, cio\u00e8 in 39 pazienti su 342.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il melanoma della coroide, mentre Blaydon rileva 10 pazienti su 121 (8.2%), Christmas lo riporta in 104 pazienti (30.4%) del suo campione di 342 pazienti.\u00a0Christmas riporta inoltre anche due casi di carcinoma squamocellulare ad estensione oculare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza elevata tra le due casistiche, sia per quanto riguarda i tumori sia le patologie congenite, pu\u00f2 risiedere nel fatto che casistiche relativamente piccole come quelle prese in considerazione dalla letteratura possono risentire della specializzazione dell&rsquo;ospedale a cui fanno riferimento. Un presidio ospedaliero che pu\u00f2 essere punto di riferimento per le neoplasie avr\u00e0 senza dubbio pi\u00f9 casi di neoplasie rispetto ad un centro specializzato in malformazioni.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h4><\/h4>\n<p><strong>Patologie Congenite<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella casistica DALPASSO\u00a0le patologie congenite incidono per il 9,13% del totale dei pazienti, mentre l\u2019incidenza riscontrata in letteratura \u00e8 del 2,59% dei casi. Analizzando\u00a0le patologie congenite nello specifico, si rileva\u00a0che la patologia congenita pi\u00f9 rappresentata nella casistica analizzata \u00e8 senza dubbio il <strong>microftalmo<\/strong> o l&rsquo;<strong>anoftalmo clinico congenito<\/strong>; questa\u00a0percentuale sembra essere minore nei casi riportati in letteratura, anche se non \u00e8 quantificabile dal momento che in essa non si ritrova il numero esatto di pazienti interessati. La differenza potrebbe essere spiegata dal fatto che la casistica d\u00e0 un&rsquo;idea dell\u2019incidenza relativa delle singole patologie rispetto ad una popolazione generale non selezionata dalla specificit\u00e0 dei trattamenti ospedalieri. Questo \u00e8 dimostrato per esempio dai dati relativi al glaucoma congenito. Esso infatti riguarda il 1,5% dei 10690 pazienti del database preso in esame. Tale proporzione riflette l\u2019incidenza generale stimata di 1:10.000 nati. Dall&rsquo;articolo di Blaydon si rileva invece un&rsquo;incidenza relativa del\u00a0 4,1%, interessando 5 pazienti su 121.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La <strong>cataratta congenita<\/strong> viene rappresentata nell\u20191% dei casi del database della DALPASSO, mentre non viene menzionata negli articoli presi in esame.\u00a0Altre patologie congenite che si riscontrano nella casistica analizzata interessano il 2,6% del totale dei pazienti. A questo gruppo fanno riferimento le stesse patologie che vengono riscontrate in letteratura, pi\u00f9 rari casi di sindrome di Peter e sindrome di Goldenhar. Blaydon (2003) riscontra 2 casi di fibromatosi (1.6%) e 5 casi di retinopatia del prematuro (4.1%) su un totale di 121 pazienti che hanno subito la perdita del bulbo oculare.<\/p>\n<p>Christmas (1998) fa menzione di aver riscontrato, all&rsquo;analisi istopatologica del bulbo oculare che era stato enucleato, alcuni casi di Malattia di Coats, di persistenza di corpo vitreo iperplastico e di microftalmo, senza tuttavia specificare il numero dei pazienti interessati.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h4><\/h4>\n<p><strong>Altre Patologie<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo gruppo fanno riferimento una serie di altre patologie, di cui le pi\u00f9 importanti sono il distacco di retina, il glaucoma e le infezioni endobulbari come le panoftalmiti e quelle extrabulbari come l&rsquo;ascesso corneale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incidenza relativa di questo sottogruppo di cause \u00e8 simile in tutte le casistiche considerate, interessando il 23,23% dei pazienti appartenenti al database da noi analizzato e il\u00a0 20,52%\u00a0 della letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In letteratura l\u2019incidenza relativa complessiva del <strong>distacco di retina<\/strong> \u00e8 del 5,6%, interessando 6 pazienti su 463 totali. Nella casistica DALPASSO, invece, \u00e8 risultata essere del\u00a0 3,02% (323\/10.690).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&rsquo;articolo di Blaydon emerge che il <strong>glaucoma<\/strong>, (quello all&rsquo;ultimo stadio, quello secondario ad occlusione della vena centrale della retina e quello facolitico) interessa complessivamente il 6.4% (30\/463) dei pazienti.\u00a0 Nella casistica DALPASSO\u00a0riguarda invece il 7,14% (763\/10.690) del totale dei pazienti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Anche le <strong>infezioni oculari<\/strong> possono essere causa di rimozione del bulbo o della sua enucleazione. Nella letteratura considerata si riscontrano 6 casi di endoftalmite, di cui i 3 che riguardano l\u2019articolo di Blaydon del 2003 sono state causate rispettivamente da: CMV, Toxoplasmosi e Toxocariasi. Si sono registrati inoltre 3 casi di ulcera corneale. Complessivamente sono 9\/463 e riguardano quindi l&rsquo;1,94 % dei pazienti riportati.<\/p>\n<p>Nella casistica Dalpasso, invece, le infezioni extrabulbari rappresentano il 2.6 % (279\/10.690) delle cause totali di perdita del bulbo, mentre le infezioni endobulbari rappresentano il 5.6 % (605\/10.690). In totale, quindi, le infezioni rappresentano circa l\u20198% dei pazienti.<\/p>\n<p>Sebbene complessivamente si registri una differenza significativa dell&rsquo;incidenza relativa delle infezioni in letteratura rispetto alla casistica analizzata, tuttavia si pu\u00f2 notare come sia stata conservata la proporzione esistente tra le infezioni extrabulbari ed endobulbari. Quelle endobulbari sono 1\/3, mentre quelle esobulbari sono i 2\/3 sul totale delle infezioni riscontrate.[\/vc_column_text][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<p><em>(Tratto da \u00ab\u00a0La gestione del paziente anoftalmico\u00a0\u00bb, Dr.ssa Raffaella Angeli &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u00ab\u00a0Bicocca\u00a0\u00bb, relatore Prof. S. Miglior, Correlatore Dr.ssa M. Guareschi.)<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00a0\u00bbIMPIANTO \/ STATO CLINICO\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bb1444210790337-4-6&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/4&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9722&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9724&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb3\/4&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>UTILIZZO DEGLI IMPIANTI IN RELAZIONE ALLO STATO CLINICO DEL PAZIENTE<\/strong><\/h4>\n<p>(R. Angeli, Universit\u00e0 di Milano &#8211; 2005)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stati clinici del paziente che consentono l\u2019inserimento degli impianti sono la presenza di una cavit\u00e0 vuota e la presenza di un bulbo eviscerato.\u00a0Dallo studio si evidenzia che <strong>nella maggior parte dei casi sia i bulbi eviscerati che le cavit\u00e0 prive di bulbo sono state lasciate senza impianto<\/strong> (rispettivamente nel 72,75% e nel 73,14% dei casi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal momento che la prima tabella non distingue l&rsquo;utilizzo degli impianti in relazione al tempo, comprendendo essa un periodo di oltre 50 anni di storia, si potrebbe giustificare l&rsquo;assenza dell&rsquo;impianto in un numero cos\u00ec grande di casi, dal fatto che in passato non fosse presente una prassi riabilitativa del paziente anoftalmico. In passato si dava infatti pi\u00f9 peso alla riabilitazione funzionale e anche quando essa non era possibile, si tralasciava la riabilitazione estetica e sociale del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella\u00a0seconda tabella si evidenzia la distribuzione temporale degli impianti tra prima o dopo il 1990. Sebbene l&rsquo;assenza dell\u2019impianto interessi la maggioranza dei pazienti, si registra <strong>un\u2019inversione di tendenza<\/strong>. Infatti, i <strong>pazienti senza impianto prima del 1990 erano l\u201988,5%<\/strong> (85,28% nei bulbi enucleati e 91,82% nei bulbi eviscerati) <strong>mentre dopo il 1990 risultano essere intorno al 65%<\/strong> (62,25% nei bulbi enucleati e 67,65% nei bulbi eviscerati). Questo dimostra la sempre maggior consapevolezza di poter trattare con successo i pazienti anoftalmici e la maggior attenzione che viene data attualmente alla riabilitazione anche estetica del paziente.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Il fatto che in ogni caso la mancanza dell\u2019impianto risulta interessare la maggior parte dei pazienti potrebbe dipendere da varie concause.\u00a0Da parte della classe medica c\u2019\u00e8 senza dubbio un generale scarso interesse per la sindrome della cavit\u00e0 vuota e delle modalit\u00e0 chirurgiche con cui si pu\u00f2 parzialmente risolvere.<\/p>\n<p>D&rsquo;altra parte occorre\u00a0tener presente che questi dati provengono da un database compilato da personale paramedico, che non ha cio\u00e8 seguito in prima persona l&rsquo;iter terapeutico chirurgico del paziente ed inoltre i dati di cui dispongono vengono riportati o attraverso la documentazione medica scritta, o attraverso il dialogo diretto con il medico curante oppure sono riferiti direttamente dal paziente.\u00a0 Se uno o pi\u00f9 di questi mezzi risultano essere deficitari, ne risulta una raccolta di dati incompleta e parzialmente non concordante alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Si analizzano ora i <strong>tipi di impianto<\/strong> e le percentuali\u00a0 riferite al loro utilizzo.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>In base allo stato clinico del paziente<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per quanto riguarda i bulbi eviscerati,<\/em> si \u00e8 preferita\u00a0la forma sferica che meglio si adatta all&rsquo;escavazione della sclera. Non ci sono infatti casi recenti in cui sono stati utilizzati impianti semi-integrati di Allen o il cestello in polietilene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante \u00e8 notare il riscontro di 6 impianti di Fox, costituiti da sfere d&rsquo;oro. L\u2019impianto di Fox \u00e8 uno degli impianti pi\u00f9 antichi, che ha lasciato sicuramente un segno nella storia del trattamento del paziente anoftalmico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per quanto riguarda la cavit\u00e0 priva di bulbo<\/em>, in seguito all&rsquo;enucleazione,\u00a0 invece, si sono sperimentati\u00a0 impianti dalla forma e dal materiale pi\u00f9 diversi. Da quello di Allen fino al pi\u00f9 recente impianto di Guthoff.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In base alla distribuzione temporale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa tabella invece \u00e8 descritta la variabilit\u00e0 dell\u2019utilizzo degli impianti nel tempo anche in relazione allo stato clinico del paziente, cio\u00e8 di bulbo eviscerato o enucleato.\u00a0Prima di analizzare la tabella \u00e8 giusto far notare che il totale complessivo non \u00e8 pi\u00f9 10.690. Il totale non si riferisce infatti al numero dei pazienti, ma al numero totale di impianti inseriti; bisogna tener presente, inoltre, che ad un paziente possono corrispondere pi\u00f9 impianti, perch\u00e9 i pazienti possono aver sostituito il loro impianto nel tempo, per esempio dopo esposizione, estrusione o infezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evidenza pi\u00f9 importante <strong>\u00e8 la comparsa degli impianti porosi<\/strong> (idrossiapatite, Medpor e Guthoff) <strong>a partire dagli anni \u201990.<\/strong>\u00a0P<em>rima del 1990, infatti,<\/em> la casistica presa in esame riporta l\u2019inserimento di\u00a0 10 impianti di HA ed uno di Medpor in pazienti che avevano subito un&rsquo;enucleazione e di un impianto di HA in un bulbo eviscerato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A partire dal 1990<\/em> invece, il loro utilizzo \u00e8 nettamente in aumento. Troviamo infatti 339 pazienti enucleati con HA, 25 con Medpor\u00a0 e 7 con impianto di Guthoff;\u00a0 tra i pazienti eviscerati troviamo 55 impianti di HA e 14 in Medpor.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente si assiste alla <strong>diminuzione relativa dell\u2019utilizzo degli impianti non porosi <\/strong>presi globalmente.\u00a0Analizzando l&rsquo;andamento degli impianti non porosi nel tempo si riscontra che gli <strong>impianti non porosi non<\/strong> <strong>sferici <\/strong>hanno subito <strong>una drastica diminuzione <\/strong>(l\u2019impianto di Strampelli da 26 a 2 casi, l\u2019impianto di Bangerther da 69 a 53 casi o il cestello in polietilene da 76 a 44), mentre <strong>quelli sferici<\/strong> sono <strong>in assoluto i pi\u00f9 utilizzati<\/strong>.\u00a0Gli impianti in silicone e quelli in PMMA sembrano infatti registrare un&rsquo;inversione di tendenza. Il silicone passa da 18 a 178 casi (da 0,3% a 5% circa), mentre il PMMA da 282 a 580 (dal 5.5% al 13% circa).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dato potrebbe essere spiegato dal dibattito attualmente in atto sulla valutazione di\u00a0 quale sia l\u2019impianto che garantisca il miglior risultato motorio e il minor grado di complicanze. Molti sottolineano infatti la convenienza di impiantare un impianto non poroso a basso costo con una percentuale di complicanze a lungo termine che sono pi\u00f9 basse rispetto agli impianti porosi e con un grado di movimento pari a quello di un impianto poroso senza perno.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli impianti di Allen, non porosi e semi-integrati, sebbene la percentuale di utilizzo sia decrementata (dal 6.39% al 6,33% tra pazienti enucleati) conserva tuttavia il suo ruolo e la sua importanza. Infatti con le moderne tecniche chirurgiche che tendono a posizionare l&rsquo;impianto in profondit\u00e0 al di sotto della capsula di Tenone e la collaborazione del protesisti si pu\u00f2 assicurare al paziente il mantenimento di una buona motilit\u00e0 protesica ad un costo relativamente basso e con una percentuale di complicanze paragonabile a quella degli altri impianti non porosi.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<p><em>(Tratto da \u00ab\u00a0La gestione del paziente anoftalmico\u00a0\u00bb, Dr.ssa Raffaella Angeli &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u00ab\u00a0Bicocca\u00a0\u00bb, relatore Prof. S. Miglior, Correlatore Dr.ssa M. Guareschi.)<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00a0\u00bbIMPIANTI POROSI E NON POROSI\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bb1444210802905-5-1&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/4&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb9769&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb3\/4&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>IMPIANTI POROSI E NON POROSI<\/strong><\/h4>\n<p>(R. Angeli, Universit\u00e0 di Milano &#8211; 2005)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal confronto della casistica DALPASSO\u00a0con quella dell\u2019ASPORS (American Society of Oftalmic Plastic and Reconstructive Surgery) si evidenziano alcune differenze. Mentre<strong>\u00a0l\u2019Aspors utilizza prevalentemente impianti porosi (Medpor 42% e Idrossiapatite circa 26%<\/strong> sia per i pazienti eviscerati sia per quelli enucleati), <strong>la casistica DALPASSO\u00a0evidenzia un utilizzo di tali impianti molto pi\u00f9 scarso.<\/strong> Nei pazienti enucleati si \u00e8 infatti utilizzata\u00a0una sfera in idrossiapatite nel 24% dei casi ed in quelli eviscerati nel 33% dei casi, mentre il Medpor sembra essere stato veramente poco utilizzato (solo nell&rsquo;1,8% dei pazienti enucleati e nell&rsquo;8,4% di quelli eviscerati.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al minor utilizzo degli impianti porosi corrisponde un maggior utilizzo di quelli non porosi. Nella casistica DALPASSO, tra i pazienti enucleati \u00e8 stato utilizzato il silicone nel 10% dei casi e il PMMA nel 38% mentre tra i pazienti eviscerati si \u00e8 utilizzato il silicone nel 18% dei casi e il PMMA nel 36%. I membri dell\u2019Aspors, al contrario, non facendo distinzione tra silicone e Medpor, utilizzano impianti non porosi per enucleazioni nel 19,9% dei casi e per enucleazioni nel 25,7% dei casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente quindi i dati da noi analizzati rivelano che la tendenza italiana negli ultimi decenni\u00a0\u00e8 stata quella di utilizzare impianti non porosi nella maggior parte dei casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cut-off scelto nell&rsquo;analisi dei dati della casistica DALPASSO, per dividere nel tempo gli impianti utilizzati in due periodi storici, prima e dopo il 1990, ha permesso di valutare l\u2019importanza degli impianti porosi nella storia evolutiva degli impianti orbitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante infatti gli impianti non porosi siano prevalenti, si \u00e8 registrato un netto incremento degli impianti porosi. Sono dunque stati presi seriamente in considerazione come valida alternativa a quelli non porosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta del cut-off, tuttavia, limita la nostra capacit\u00e0 di analisi del trattamento dei pazienti in riferimento agli ultimi anni. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui dal confronto dei dati emerge una percentuale di utilizzo minore degli impianti porosi rispetto ai non porosi.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattamento della cavit\u00e0 anoftalmica dopo enucleazione o eviscerazione primarie attualmente \u00e8 diretto verso l\u2019utilizzo di materiali porosi, in particolare del Medpor, non ricoperti e senza il posizionamento di un perno. Gli impianti porosi erano stati prospettati come in grado di garantire una maggior mobilit\u00e0 della protesi anche in assenza di posizionamento del perno e in grado di ridurre la percentuale di complicanze gravi quali l&rsquo;<strong>estrusione<\/strong> e l&rsquo;<strong>infezione<\/strong> dell\u2019impianto. Sono quindi stati compiuti numerosi studi in letteratura che mettessero in luce i vantaggi e gli svantaggi degli impianti porosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 dimostrato che essi garantiscono un movimento paragonabile a quelli non porosi quando non dotati di perno, mentre se dotati di perno migliorano nettamente il movimento dato alla protesi. Addirittura si \u00e8 sperimentato l&rsquo;utilizzo di impianti con doppio perno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le sperimentazioni molte complicanze si sono rese evidenti. Alcuni studi suggeriscono che la percentuale di esposizione degli impianti porosi \u00e8 simile alla pi\u00f9 alta incidenza di esposizione riportata per gli impianti di Allen, per le sfere acriliche (PMMA) e quelle in silicone. Qualche autore ha addirittura fatto esperienza di una incidenza significativamente pi\u00f9 alta di complicanze con impianti di HA e PP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta di non ricoprire l\u2019impianto riduce la spesa associata al suo posizionamento, i tempi intraoperatori e la morbilit\u00e0 operatoria dal momento che evita l&rsquo;interessamento di un secondo sito chirurgico nei casi in cui si \u00e8 deciso di ricoprire gli impianti con tessuti autologhi.\u00a0 Questa scelta potrebbe inoltre facilitare la vascolarizzazione, ridurre il rischio di una reazione da corpo estraneo e causare infezioni. Potrebbe inoltre essere correlata ad una bassa incidenza di complicanze precoci.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;inserimento del perno aumenta anche esponenzialmente non solo l\u2019incidenza di complicanze ma anche i costi terapeutici poich\u00e9 si sommano le spese dei materiali (non solo dell\u2019impianto e del perno ma anche dei materiali di ricoprimento, quelle legate ad una seconda operazione, alla RM o scintigrafia necessaria per la valutazione del grado di fibrovascolarizzazione dell\u2019impianto, la spesa per la cura delle complicanze ad esso associate e per il confezionamento di una protesi su misura che andr\u00e0 ad essere modificata dopo l\u2019inserimento del perno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I materiali non porosi, compresi quelli semi-integrati come l&rsquo;Allen, hanno dimostrato nello stesso tempo di avere una minor incidenza di complicanze a lungo termine. Oltre ad essere pi\u00f9 economici, quindi, sono anche pi\u00f9 sicuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito attuale verte dunque sulla effettiva convenienza a posizionare impianti porosi in un\u00a0paziente\u00a0che non ha intenzione di inserire il perno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&rsquo;epoca in cui le scelte terapeutiche devono esser calibrate anche sulla base delle risorse a disposizione, non solo da parte del paziente ma anche della struttura sanitaria con la quale si collabora, la tendenza che si sta sempre pi\u00f9 affermando \u00e8 quella di riservare questi impianti a pazienti giovani che desiderano una motilit\u00e0 protesica ottima e che sono quindi determinati a posizionare il perno e ad investire sia in termini e economici, sia di tempo, nella gestione di eventuali complicanze associate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un impianto non poroso, ricoperto di sclera potrebbe invece essere l\u2019impianto ideale nei pazienti pi\u00f9 avanti con l&rsquo;et\u00e0 e per coloro che vogliono ridurre al minimo ulteriori azioni terapeutiche.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][vc_column_text]<\/p>\n<p><em>(Tratto da \u00ab\u00a0La gestione del paziente anoftalmico\u00a0\u00bb, Dr.ssa Raffaella Angeli &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u00ab\u00a0Bicocca\u00a0\u00bb, relatore Prof. S. Miglior, Correlatore Dr.ssa M. Guareschi.)<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][\/vc_tabs][\/vc_column][\/vc_row]<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_tabs interval=\u00a0\u00bb0&Prime;][vc_tab title=\u00a0\u00bbSTATISTICA ENUCLEAZ. \/ EVISCERAZ.\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bbc782be9e-5f2f-4&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text] Statistica effettuata su 18.188 pazienti del nostro database nel periodo 1985 &#8211; 2020. [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21902,21908,21914,21920&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21926,21932,21938,21944&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21968,21962,21956,21950&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text] Avvertenza:\u00a0Alcuni pazienti pervengono nei nostri centri dopo molti anni dall&rsquo;intervento chirurgico o dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14396,"parent":10841,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-10720","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[vc_row][vc_column][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_tabs interval=\u00a0\u00bb0&Prime;][vc_tab title=\u00a0\u00bbSTATISTICA ENUCLEAZ. \/ EVISCERAZ.\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bbc782be9e-5f2f-4&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text] Statistica effettuata su 18.188 pazienti del nostro database nel periodo 1985 &#8211; 2020. [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21902,21908,21914,21920&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21926,21932,21938,21944&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21968,21962,21956,21950&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text] Avvertenza:\u00a0Alcuni pazienti pervengono nei nostri centri dopo molti anni dall&rsquo;intervento chirurgico o dal [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Dalpasso protesi oculari\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2022-06-23T13:29:59+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"284\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"285\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"22 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/\",\"name\":\"BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg\",\"datePublished\":\"2015-09-25T12:30:19+00:00\",\"dateModified\":\"2022-06-23T13:29:59+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg\",\"width\":284,\"height\":285},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/standard-business\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"INFO\",\"item\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"BANQUE DE DONN\u00c9ES\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/\",\"name\":\"DALPASSO Protesi Oculari\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari","og_description":"[vc_row][vc_column][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_tabs interval=\u00a0\u00bb0&Prime;][vc_tab title=\u00a0\u00bbSTATISTICA ENUCLEAZ. \/ EVISCERAZ.\u00a0\u00bb tab_id=\u00a0\u00bbc782be9e-5f2f-4&Prime;][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text] Statistica effettuata su 18.188 pazienti del nostro database nel periodo 1985 &#8211; 2020. [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21902,21908,21914,21920&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21926,21932,21938,21944&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=\u00a0\u00bb1\/3&Prime;][vc_gallery type=\u00a0\u00bbimage_grid\u00a0\u00bb images=\u00a0\u00bb21968,21962,21956,21950&Prime; img_size=\u00a0\u00bbmedium\u00a0\u00bb onclick=\u00a0\u00bbimg_link_large\u00a0\u00bb custom_links_target=\u00a0\u00bb_blank\u00a0\u00bb][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_separator color=\u00a0\u00bbturquoise\u00a0\u00bb border_width=\u00a0\u00bb2&Prime;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text] Avvertenza:\u00a0Alcuni pazienti pervengono nei nostri centri dopo molti anni dall&rsquo;intervento chirurgico o dal [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/","og_site_name":"Dalpasso protesi oculari","article_modified_time":"2022-06-23T13:29:59+00:00","og_image":[{"width":284,"height":285,"url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Dur\u00e9e de lecture estim\u00e9e":"22 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/","name":"BANQUE DE DONN\u00c9ES | Dalpasso protesi oculari","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg","datePublished":"2015-09-25T12:30:19+00:00","dateModified":"2022-06-23T13:29:59+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/banca-dati-fr.jpg","width":284,"height":285},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/banque-de-donnees\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/standard-business\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"INFO","item":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/info\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"BANQUE DE DONN\u00c9ES"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/#website","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/","name":"DALPASSO Protesi Oculari","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10720"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22007,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10720\/revisions\/22007"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10841"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}