{"id":13207,"date":"2015-12-01T14:19:24","date_gmt":"2015-12-01T13:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dalpasso.it\/es\/?page_id=13207"},"modified":"2015-12-01T14:21:02","modified_gmt":"2015-12-01T13:21:02","slug":"protesica-es","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/","title":{"rendered":"Protesica"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><strong><span style=\"color: #000000;\">Dizionario: Protesica<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbA\u00bb tab_id=\u00bb1436536329-1-78&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6995\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6995\" class=\" wp-image-6995\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg\" alt=\"Impianto poroso ricoperto con Vicryl Mesh\" width=\"269\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6995\" class=\"wp-caption-text\">Impianto poroso ricoperto con Vicryl Mesh<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Acido poliglicolico (Vicryl, Dexon Mesh)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dispositivi conosciuti con i nomi commerciali Vicryl e Dexon con cui si produconofili di sutura e reti riassorbibili, utilizzate negli interventi chirurgici per sostenere e proteggere organi e tessuti interni (nelle ernie addominali) o per fissare dispositivi medici all&#8217;interno del corpo (pacemaker) o ancora per ricoprire impianti orbitali. Sono composti di\u00a0acido poliglicolico, polimero biodegradabile e termoplastico che viene gradualmente riassorbito nella sede di impianto.\u00a0Le reti hanno forme standard o premodellate e presentano una sottigliezza tale che ne permette in genere l&#8217;impiego sia in chirurgia aperta che in procedure laparoscopiche. Possono essere forate e con dimensioni diverse per ogni tipo di esigenza clinica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Polyglactin 910 mesh (Vicryl) \u00e8 un materiale sintetico bioassorbibile specifico per impianti orbitali porosi e non porosi che elimina il rischio di trasmissione di infezione ed \u00e8 prontamente disponibile e \u00e8 poco costoso. Gli impianti in idrossiapatite ricoperti in Vicryl hanno mostrato una rapida fibrovascolarizzazione, sono molto ben tollerati dal tessuto orbitale e non appare infiammazione dei tessuti associabile al loro assorbimento. Alcuni chirurghi ritengono che la ricopertura con rete in Vicryl sia associata ad un pi\u00f9 alto tasso di esposizione dell&#8217;impianto.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Alginato.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6695\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Alginato-300x225.jpg\" alt=\"Alginato\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Alginato-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Alginato-762x575.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Alginato.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Alginato per impronte<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; un derivato dell\u2019acido alginico a sua volta estratto da alghe marine e fornisce la classica pasta rosa per la presa delle impronte.\u00a0Le caratteristiche principali dell\u2019alginato sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Basso costo<\/li>\n<li>Praticit\u00e0 (\u00e8 sufficiente\u00a0miscelare la polvere con acqua)<\/li>\n<li>Indurimento rapido (in meno di un minuto, riducendo il fastidio al paziente)<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">Esistono tuttavia alcuni aspetti negativi:<\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li class=\"gmail_default\">La colata del gesso deve essere fatta immediatamente perch\u00e9 l&#8217;indurimento \u00e8 molto rapido<\/li>\n<li class=\"gmail_default\">Richiede maggiore esperienza perch\u00e9 indurendo rapidamente riduce anche il tempo necessario per la lavorazione<\/li>\n<li class=\"gmail_default\">E&#8217; poco indicato per piccole impronte di precisione e viceversa \u00e8 pi\u00f9 idoneo per rilevare impronte molto vaste (ad esempio l&#8217;intero viso)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa della tendenza dell\u2019alginato a disidratarsi velocemente e quindi a cambiare forma, \u00e8 necessario procedere con la colata del gesso il pi\u00f9 presto possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della colata di gesso, l\u2019odontotecnico rimuove i residui di saliva e sangue immergendo l\u2019impronta in una soluzione di solfato di potassio per qualche minuto e poi la asciuga con un getto d\u2019aria.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbB\u00bb tab_id=\u00bb1436536329-2-40&#8243;][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/impianti0611.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4213\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/impianti0611.jpg\" alt=\"impianti061\" width=\"259\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/impianti0611.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/impianti0611-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Bioceramica (ossido di alluminio)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ossido di alluminio \u00e8 un biomateriale da impianto che \u00e8 stato utilizzato nella chirurgia ortopedica e odontoiatrica per oltre 30 anni. Si tratta di un materiale poroso, sostanzialmente inerte, ed \u00e8 stato suggerito come materiale standard di riferimento negli studi di biocompatibilit\u00e0 dell&#8217;impianto. Gli impianti in bioceramica ospitano una crescita fibrovascolare simile all&#8217;idrossiapatite. I fibroblasti e gli osteoblasti umani proliferano in vitro pi\u00f9 rapidamente in ossido di alluminio che in HA, suggerendo che l&#8217;ossido di alluminio \u00e8 una sostanza pi\u00f9 biocompatibile. L&#8217;impianto bioceramica inoltre \u00e8 leggero ed ha una struttura dei pori uniformi e un&#8217;ottima interconnettivit\u00e0, la struttura microcristallina \u00e8 pi\u00f9 liscia della superficie ruvida dell\u2019idrossiapatite. Le cavit\u00e0 anoftalmiche ricostruite con impianti di ossido di alluminio sembrano essere soggette a minore infiammazione postoperatoria dei tessuti di quelle in cui sono stati posizionati gli impianti di HA. I problemi rilevati con l\u2019uso dell&#8217;impianto di ossido di alluminio sono simili a quelli osservati con l&#8217;idrossiapatite ma sembrano meno frequenti. Come altri impianti orbitali porosi, anche quello in ossido di alluminio \u00e8 meno costoso dell&#8217;idrossiapatite.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Biocompatibilit\u00e0.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6600\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Biocompatibilit\u00e0-300x225.jpg\" alt=\"Biocompatibilit\u00e0\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Biocompatibilit\u00e0-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Biocompatibilit\u00e0.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Biocompatibilit\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>biocompatibilit\u00e0<\/em> \u00e8 un parametro che indica l&#8217;idoneit\u00e0 di una sostanza o di un materiale ad essere messo a contatto con un organismo vivente per un certo tempo. E&#8217; perci\u00f2 di notevole importanza in ambito farmacologico e biomedico nella produzione di materiali utilizzati per la costruzione di protesi, quali ad esempio il PMMA, il silicone, il titanio e l&#8217;idrossiapatite. Questi materiali devono presentare una totale biocompatibilit\u00e0 nei riguardi dell&#8217;organismo umano in cui vengono impiantati, in quanto non solo non devono essere dannosi, ma devono anche non essere attaccati dalle proteine dell&#8217;organismo.<br \/>\nLo studio delle caratteristiche di una matrice biologica perci\u00f2 risulta essere di notevole utilit\u00e0 e importanza. A questo scopo si effettuano studi su colture di cellule che vengono utilizzate estensivamente per valutare la biocompatibilit\u00e0 di biomateriali potenzialmente impiantabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong>biomateriale<\/strong>, dunque, \u00e8 un materiale che si interfaccia con i sistemi biologici per valutare, trattare, aumentare o sostituire un qualunque tessuto, organo o funzione dell\u2019organismo. Un biomateriale provoca una risposta biologica dell&#8217;organismo in cui si trova ad operare che a sua volta causa un processo di degradazione nel biomateriale stesso. Si parla quindi di doppia interazione tra i due sistemi.<br \/>\nI meccanismi di difesa naturali, sebbene siano ovviamente indispensabili per la sopravvivenza dell\u2019organismo, costituiscono il principale ostacolo all&#8217;applicazione di dispositivi medici. Al pari di un qualunque evento traumatico, anche l\u2019inserimento di un dispositivo medico viene gestito dall&#8217;organismo biologico come un evento da cui difendersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201crifiuto\u201d deriva sostanzialmente dal fatto che l\u2019accettazione di un dispositivo da parte dell\u2019organismo avviene sulla base di meccanismi di riconoscimento molecolare dei materiali di cui il dispositivo \u00e8 costituito e non sulla valutazione delle funzioni che tali materiali (e il dispositivo) possono svolgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0biocompatibilit\u00e0 indica perci\u00f2 l\u2019attitudine di un materiale ad essere ben tollerato dall&#8217;organismo ospite in cui deve operare, determinando una risposta opportuna in relazione all&#8217;applicazione da parte di quest\u2019ultimo e deve conservarsi per l&#8217;intera durata dell\u2019applicazione a cui \u00e8 destinato. Ad esempio una membrana per emodialisi \u00e8 utilizzabile soddisfacentemente perch\u00e9 rimane a contatto con il sangue del paziente solo per poche ore; un contatto pi\u00f9 lungo nel tempo comporterebbe danni per la persona. Una protesi invece deve garantire il funzionamento e la biocompatibilit\u00e0 per tutta la durata della vita del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">I materiali impiantabili oggi disponibili sono numerosi e possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"center\"><strong>Tipo<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"center\"><strong>Composizione<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"center\"><strong>Utilizzo<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"7\" valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Polimeri del carbonio<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Gore-Tex(PTFE espanso)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Ricostruzione parete toracica e addominale<br \/>\nRiempimento di difetti di tessuti molli<br \/>\nRicostruzione cranio-facciale<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Polipropilene(Marlex, Prolene)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Ricostruzione parete toracica e addominale<br \/>\nSuture chirurgiche<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Polietilene(Medpore)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Riempimento di difetti di tessuti molli<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Polietilene tereftalato (Dacron,Mersilene)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Suture chirurgiche<br \/>\nProtesi vascolari<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Poliuretano<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Rivestimento di protesi mammarie<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Poliesteri alifatici(ac. polilattico,poliglicolico ecc.)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Suture chirurgiche<br \/>\nMiniplacche e viti riassorbibili<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Metilmetacrilato(MMA)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Ricostruzione parete toracica e addominale<br \/>\nRicostruzione cranio-facciale<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Polimeri non carbonici<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Silicone<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Protesi mammarie<br \/>\nProtesi per aumento di caratteristiche facciali<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"2\" valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Ceramiche<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Idrossiapatite<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Camouflage di difetti del distretto cranio-facciale<br \/>\nRicostruzione piccoli difetti alveolari<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"alt\">\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Fosfato tricalcico<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Ricostruzione piccoli difetti ossei<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Metalli<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"28%\">\n<p align=\"justify\">Titanio<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\">Miniplacche e viti<br \/>\nProtesi ortopediche<br \/>\nStrumenti chirurgici<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorre anche valutare vantaggi e svantaggi in relazione al campo di applicazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ing.unitn.it\/~colombo\/Materiali%20per%20l'implantologia%20dentale\/7.%20Biocompatibilita_file\/image010.jpg\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"431\" border=\"0\" \/>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6608\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Blefarostato.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6608\" class=\" wp-image-6608\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Blefarostato-300x161.jpg\" alt=\"Blefarostato chirugico\" width=\"270\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Blefarostato-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Blefarostato-762x411.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Blefarostato.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6608\" class=\"wp-caption-text\">Blefarostato chirugico<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_3974\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/13.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3974\" class=\" wp-image-3974\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/13-300x248.jpg\" alt=\"Schema di blefarostato protesico in situ\" width=\"259\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/13-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/13.jpg 421w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3974\" class=\"wp-caption-text\">Schema di blefarostato protesico in situ<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Blefarostato<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strumento chirurgico che mantiene le palpebre aperte e che permette al chirurgo di avere una buona visione del bulbo oculare, evitando che il paziente possa chiudere gli occhi durante l&#8217;intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;oculoprotesica viene denominato \u00abblefarostato\u00bb uno speciale supporto costituito da una coppia di alette fisse o separabili in resina che viene applicata sulla protesi oculare e che funge da supporto per le palpebre stesse. La sua funzione \u00e8 quella di allargare e rimodellare progressivamente la rima palpebrale atrofica e ripristinare gradualmente i movimenti delle palpebre esercitando una leggera e costante pressione su di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo congegno \u00e8 utilizzato nelle applicazioni protesiche dove sono compromesse dimensioni e movimenti delle palpebre, l&#8217;ampiezza della rima palpebrale e in genere nelle cavit\u00e0 contratte dove \u00e8 presente una forte retrazione dei tessuti palpebrali.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbC\u00bb tab_id=\u00bb1436537890065-2-8&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6644\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-cera02.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6644\" class=\" wp-image-6644\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-cera02-300x260.jpg\" alt=\"Protesi con modellamento in cera\" width=\"267\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-cera02-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-cera02.jpg 426w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6644\" class=\"wp-caption-text\">Protesi con modellamento in cera<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_6643\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-Cera01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6643\" class=\" wp-image-6643\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-Cera01-300x260.jpg\" alt=\"Protesi finita\" width=\"270\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-Cera01-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-Cera01.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6643\" class=\"wp-caption-text\">Protesi finita<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Cera per modellamento<\/h3>\n<p>Materiale utilizzato per modellare la protesi oculare sagomando\u00a0il suo profilo fino ad ottenere la forma richiesta. E&#8217; unmateriale di natura termoplastica che rammollisce facilmente ed \u00e8 deformabile sotto l&#8217;azione del calore, per\u00a0ritornare rigido con il raffreddamento. Ha largo impiego in oftalmotecnica perch\u00e9 le sue caratteristiche permettono di lavorare con facilit\u00e0 sagomandole nelle forme desiderate. Ne vengono utilizzati diversi tipi a secondo dell&#8217;uso e delle loro caratteristiche che dipendono dalla loro composizione chimica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Propriet\u00e0 della cera:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><i>Temperatura di rammollimento<\/i>: \u00e8 la caratteristica fondamentale delle cere, essa consiste nella progressiva trasformazione delle strutture cristalline prima della fusione.<\/li>\n<li><i>Intervallo di fusione<\/i>: le cere non presentano un punto di fusione\u00a0preciso, ma un intervallo di fusione che varia a seconda della composizione chimica (dai 40\u00b0 agli 85\u00b0).<\/li>\n<li><i>Dilatazione termica<\/i>: \u00e8 la capacit\u00e0 di un corpo di espandersi in ogni direzione sotto l&#8217;azione del calore, possiamo dire che le cere hanno un alto coefficiente di dilatazione\u00a0e al tempo stesso presentano una bassa conducibilit\u00e0 termica\u00a0(capacit\u00e0 di un corpo di lasciar passare il calore da una zona all&#8217;altra del corpo stesso); di conseguenza nel raffreddamento\u00a0avremo una considerevole differenza di temperatura\u00a0tra le zone interne e quelle esterne che raffredderanno prima.<\/li>\n<li><i>Scorrimento viscoso:<\/i> \u00e8 il graduale cambiamento di forma che le cere subiscono sotto l&#8217;azione di un carico costante (durante la liquefazione pu\u00f2 essere il peso stesso della stessa cera). Il grado di scorrimento dipende dalla temperatura, dalla forza applicata, e dal tempo di applicazione della forza stessa.<\/li>\n<li><i>Tensioni interne:<\/i> Durante la modellazione si possono introdurre tensioni interne nella cera e ci\u00f2 per due motivi: se non si \u00e8 effettuato un <i>omogeneo riscaldamento<\/i>\u00a0o se non abbiamo raggiunto pienamente l&#8217;adeguata temperatura di rammollimento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6611\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conf01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6611\" class=\" wp-image-6611\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conf01-300x290.jpg\" alt=\"Conformatori post-operatori\" width=\"260\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conf01-300x290.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conf01.jpg 482w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6611\" class=\"wp-caption-text\">Conformatori post-operatori<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6615\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conformatore-pediatrico021.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6615\" class=\" wp-image-6615\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conformatore-pediatrico021-300x225.jpg\" alt=\"Conformatori pediatrici\" width=\"265\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conformatore-pediatrico021-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conformatore-pediatrico021-762x576.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Conformatore-pediatrico021.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6615\" class=\"wp-caption-text\">Conformatori pediatrici<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Conformatore<\/h3>\n<p>Ausilio protesico realizzato in PMMA trasparente, in silicone o in resina bianca (senza iride e vene dipinte) che si applica subito dopo l&#8217;intervento per evitare l&#8217;insorgere dei primi fenomeni della retrazione cavitaria e mantenere in esercizio le palpebre. La sua applicazione \u00e8 sufficiente per mantenere l&#8217;ampiezza della cavit\u00e0 per alcune settimane, facilitando la successiva applicazione protesica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esistono conformatori di tutte le dimensioni e forme, semplici o con uno o pi\u00f9 fori per consentire l&#8217;instillazione di colliri o pomate. La forma del conformatore dovrebbe combaciare il pi\u00f9 possibile con i fornici palpebrali superiore ed inferiore con lo scopo di mantenerli ampi. L&#8217;applicazione del conformatore \u00e8 indispensabile dopo l&#8217;intervento di approfondimento dei fornici o di sbrigliamento delle aderenze congiuntivali, con lo scopo di evitare, durante la cicatrizzazione, la riadesione dei tessuti appena separati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il conformatore compressivo, invece, \u00e8 un semplice conformatore applicato con l&#8217;ausilio di un apposito bendaggio che in questo modo esercita su di esso una forza utile per favorire la ritenzione della protesi nelle cavit\u00e0 dove \u00e8 richiesta maggior capacit\u00e0 contenitiva oppure dove si deve aumentare la dimensione dei fornici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capitolo a parte \u00e8 dedicato ai conformatori pediatrici che normalmente sono sagomati\u00a0in modo da fungere anche da blefarostato, con lo scopo di rimodellare la rima palpebrale ed aumentare progressivamente la funzionalit\u00e0 delle palpebre, spesso\u00a0fortemente compromessa nell&#8217;anoftalmia congenita o dopo l&#8217;enucleazione seguita da radioterapia conservativa.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbD\u00bb tab_id=\u00bb1436538046502-3-10&#8243;][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;]<br \/>\n[\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Dexon mesh<\/h3>\n<p>Vedi \u00abAcido poliglicolico\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6713\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre-300x300.jpg\" alt=\"Dura madre\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre-381x381.jpg 381w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Dura-madre.jpg 478w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<h3>Dura madre<\/h3>\n<p>Nei casi di fratture medio-piccole del margine e\/o del pavimento orbitario pu\u00f2 essere effettuato un innesto con prelievo autologo di dura madre o eterologo con dura madre liofilizzata. La dura madre \u00e8 composta di tessuto fibroso con fibre elastiche e all&#8217;interno \u00e8 rivestita dall&#8217;endotelio. Un&#8217;incisione\u00a0sottotarsale consente di revisionare direttamente i siti di frattura,\u00a0nonch\u00e9 di proteggere in maniera adeguata il globo oculare durante la fase\u00a0di ricostruzione. Questa via di esposizione\u00a0chirurgica consente una pi\u00f9 facile dissezione delle strutture e l\u2019assenza di edemi post-operatori prolungati e\/o ectropion.\u00a0E&#8217; stato segnalato che l&#8217;utilizzo della dura madre potrebbe essere responsabile della trasmissione del morbo di\u00a0Creutzfeldt-Jacob (encefalopatia spongiforme).[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbE\u00bb tab_id=\u00bb1438869841884-4-10&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6718\" style=\"width: 282px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6718\" class=\" wp-image-6718\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio-300x119.jpg\" alt=\"Exenteratio orbitae\" width=\"272\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio-300x119.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio-762x305.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6718\" class=\"wp-caption-text\">Exenteratio orbitae<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_6723\" style=\"width: 281px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio02.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6723\" class=\" wp-image-6723\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio02-300x142.jpg\" alt=\"Applicazione di Epitesi\" width=\"271\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio02-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Exenteratio02.jpg 643w\" sizes=\"auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6723\" class=\"wp-caption-text\">Applicazione di Epitesi<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Epitesi (protesi maxillo-facciale)<\/h3>\n<p>E&#8217; la soluzione protesica per la correzione dei difetti dell&#8217;osso mascellare conseguenti a interventi chirurgici oncologici, traumi facciali e malformazioni congenite, in particolare dei difetti facciali (naso, occhio, orecchio) con epitesi protesi ricostruttiva (Anaplastologia) che viene applicata dopo interventi demolitivi di una vasta parte del viso. Pu\u00f2 interessare l&#8217;intera orbita e le palpebre (exenteratio orbitae) oppure il padiglione auricolare o la piramide nasale. Normalmente si utilizza un&#8217;epitesi nei casi in cui sia preferibile poter ispezionare con facilit\u00e0 e frequentemente la breccia operatoria, ad esempio nei tumori del massiccio craniofacciale e dell\u2019orbita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attualmente l&#8217;epitesi pu\u00f2 essere fissata al volto con due sistemi:<\/p>\n<ul>\n<li>Tramite Fixtures (viti in titanio) alle quali viene poi applicato un sistema di ancoraggio che pu\u00f2 essere meccanico ad incastro o magnetico<\/li>\n<li>Per mezzo di agganci meccanici e mastice medicale<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel primo caso il vantaggio \u00e8 quello di un ancoraggio stabile ma esistono alcuni aspetti negativi: la\u00a0difficolt\u00e0 nel posizionamento degli impianti in rapporto alle caratteristiche dell&#8217;osso residuo (vascolarizzazione, spessore, densit\u00e0 ossea) e la\u00a0mancata osteointegrazione nel tessuto, soprattutto se sottoposto a radioterapia.\u00a0L&#8217;osteointegrazione \u00e8 condizionata infatti dalla consistenza dell&#8217;osso e\u00a0dai processi infettivi e\u00a0per questi motivi il fallimento dell&#8217;impianto aumenta in presenza di osso radiotrattato e nel paziente che ha subito chemioterapia.\u00a0Per risolvere questi problemi sono stati sviluppati dei sistemi di ancoraggio adesivi con i quali l&#8217;epitesi appoggia direttamente sulla cute senza l&#8217;ausilio di ancoraggi o impianti.\u00a0I vantaggi sono notevoli:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>non servono ulteriori interventi chirurgici<\/li>\n<li>la riabilitazione \u00e8 immediata<\/li>\n<li>nessun rigetto dell&#8217;impianto fisso<\/li>\n<li>nessuna infezione dell&#8217;impianto fisso<\/li>\n<li>minor impatto psicologico<\/li>\n<li>costo inferiore<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-esposto01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6725\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-esposto01-300x204.jpg\" alt=\"Impianto esposto01\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-esposto01-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-esposto01.jpg 531w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Estrusione<\/h3>\n<p>Migrazione\u00a0e fuoriuscita di un impianto dalla sua sede dovuta ad una sutura inadeguata o troppo debole oppure all&#8217;applicazione di una protesi oculare\u00a0inadeguata che provoca decubito che progredisce\u00a0fino alla perforazione del tessuto di ricoprimento. L&#8217;estrusione dell&#8217;impianto pu\u00f2 avvenire\u00a0anche per deiscenza del tessuto di ricoprimento dovuta al suo errato posizionamento o alla scelta errata delle sue dimensioni (un impianto troppo grande esercita una tensione eccessiva sul tessuto di ricoprimento e sulla sutura mentre uno troppo piccolo si muove all&#8217;interno della sua sede creando attrito che a lungo andare lede il tessuto che lo ricopre).[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbF\u00bb tab_id=\u00bb1438869849447-5-0&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6782\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina1.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6782\" class=\"size-full wp-image-6782\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina1.jpg\" alt=\"Fluoresceina in strip\" width=\"240\" height=\"130\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6782\" class=\"wp-caption-text\">Fluoresceina in strip<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6778\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina02.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6778\" class=\" wp-image-6778\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina02-300x227.jpg\" alt=\"Esame Lente a contatto alla lampada di Wood con Fluoresceina\" width=\"232\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina02-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina02.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6778\" class=\"wp-caption-text\">Esame Lente a contatto alla lampada di Wood\u00a0con Fluoresceina<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_6779\" style=\"width: 249px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina03.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6779\" class=\"size-full wp-image-6779\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Fluoresceina03.jpg\" alt=\"Cheratite da occhio secco vista all'esame in Fluoresceina\" width=\"239\" height=\"165\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6779\" class=\"wp-caption-text\">Cheratite da occhio secco vista all&#8217;esame in Fluoresceina<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Fluoresceina<\/h3>\n<p>La fluoresceina sodica (o sale sodico della fluoresceina) \u00e8 un indicatore che a\u00a0temperatura ambiente si presenta di colore rosso-bruno ma se viene eccitata da raggi ultravioletti\u00a0a 254\u00a0nm e nella gamma del blu (465-490\u00a0nm) emette una intensa fluorescenza\u00a0di colore giallo-verde.\u00a0Il sale sodico\u00a0si scioglie facilmente in acqua ed \u00e8 fortemente fluorescente; la soluzione si usa per tingere lana e seta, per colorare le acque nella prospezione dei corsi d\u2019acqua sotterranei, ecc.\u00a0<span class=\"PT_Disciplina\">In medicina \u00e8 utilizzata nella fluoroangiografia<\/span>, angiografia a fluorescenza usata per evidenziare lesioni vascolari retiniche, somministrandola per via endovenosa e quindi fotografando l&#8217;immagine ottenuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante il test di colorazione oculare viene posta sulla cornea e viene illuminata con una luce emessa da una lampada di Wood (a vapori di mercurio). Il tracciante mostra graffi, lesioni o oggetti estranei presenti nell&#8217;occhio che investiti dalla luce risulteranno di colore verde acceso.\u00a0In base alla colorazione, il medico pu\u00f2 identificare problemi alla cornea o diagnosticare determinate patologie come abrasione ed ulcera corneale, cheratite, ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se si usano lenti a contatto, il medico pu\u00f2 eseguire il test per verificare se le lenti stanno danneggiando la cornea.\u00a0L&#8217;operatore user\u00e0 un piccolo contagocce o una strip di carta gi\u00e0 confezionata per posizionare la fluoresceina sulla cornea e in quel momento il paziente\u00a0pu\u00f2 avvertire un leggero bruciore che scompare dopo pochi istanti e dovr\u00e0 battere le palpebre varie volte per far s\u00ec che la sostanza ricopra completamente la superficie della cornea.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;]<br \/>\n[\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<h3>Fori antiventosa<\/h3>\n<p>Vedi \u00abGuscio sclerale\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbG\u00bb tab_id=\u00bb1438869857362-6-6&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/GoreTex.png\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6789\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/GoreTex.png\" alt=\"GoreTex\" width=\"239\" height=\"210\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Gore-Tex (politetrafluoretilene espanso o e-PTFE)<\/h3>\n<p>Materiale per ricoprimento utilizzato in chirurgia addominale, urologia, ginecologia, chirurgia orbitaria e maxillo-facciale. In chirurgia plastica, oltre alla ricostruzione toracica e della parete addominale, costituisce un ottimo presidio nel rimodellamento estetico dei tessuti molli del volto. Possiede un&#8217;elevata resistenza tensile (pu\u00f2 arrivare fino a 5300 N) e diffusa porosit\u00e0 (pori dal diametro variabile da 10 a 30 \u03bcm). Quest&#8217;ultima propriet\u00e0 consente, anche se in misura minore, la penetrazione nel materiale impiantato di fibroblasti e collagene e la sua incorporazione nei tessuti circostanti formando solo una delicata pseudocapsula fibrosa. Il processo sembra cominciare gi\u00e0 durante la prima settimana dall&#8217;impianto ma appare meno intenso rispetto ad altri materiali alloplastici porosi. Gli atomi di Fluoro presenti nella molecola, inoltre, formano una sorta di guaina protettiva intorno alla catena di carbonio che ne impedisce l&#8217;attacco da parte di numerosi agenti chimici, garantisce l\u2019inerzia e la stabilit\u00e0 chimico-fisica del polimero. Grazie a questo\u00a0pu\u00f2 essere sottoposto a pi\u00f9 processi di sterilizzazione, tanto a gas quanto a vapore, senza alterarne la struttura e le caratteristiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei primi anni &#8217;90, il PTFE espanso ha trovato, grazie alla sua estrema biocompatibilit\u00e0 e manegevolezza, grande\u00a0spazio nella chirurgia del rimodellamento del volto, sia a fini ricostruttivi che estetici. Il Gore-Tex Soft Tissue Patch consiste in fogli che possono essere sagomati per il riempimento di qualsiasi difetto. E&#8217; stato utilizzato in estetica per il riempimento di labbra, solchi nasogenieni e rughe glabellari; in ricostruttiva per il trattamento di patologie quali l&#8217;emiatrofia facciale, le perdite di sostanza traumatiche del volto e nella ricostruzione del naso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Gore-Tex possiede innumerevoli vantaggi rispetto ad altri sostituti ed \u00e8 quello che probabilmente si avvicina di pi\u00f9 alle caratteristiche ideali di un biomateriale protesico: il PTFE espanso \u00e8 altamente biocompatibile, anallergico, non cancerogeno ne mutageno, con reazioni da corpo estraneo virtualmente assenti. La risposta infiammatoria \u00e8 sicuramente inferiore rispetto al polipropilene ma l\u2019integrazione tissutale, intesa come migrazione cellulare all&#8217;interno dell&#8217;impianto stesso, risulta inferiore. Se da un lato ci\u00f2 implica un minore ancoraggio della protesi ai tessuti, dall&#8217;altro risulta un enorme vantaggio nel caso di necessit\u00e0 di rimozione.<br \/>\nIl tasso di infezione\u00a0\u00e8 variabile tra lo 0.2% e il 4% e sicuramente non omogeneo. In ogni caso la protesi andrebbe rimossa, anche se non estrusa, a causa delle alterazioni strutturali che derivano dai processi infettivi.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6792\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio01-300x126.jpg\" alt=\"Guscio01\" width=\"300\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio01-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio01-762x322.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio01.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio02.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6793\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio02-300x114.jpg\" alt=\"Guscio02\" width=\"300\" height=\"114\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio02-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio02-762x293.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio02.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio031.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6795\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio031-300x250.jpg\" alt=\"Guscio03\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio031-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Guscio031.jpg 708w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Guscio sclerale (Shell cosmetica)<\/h3>\n<p>Protesi in PMMA utilizzata per ricoprire bulbi eviscerati con impianto endosclerale, bulbi atrofici o microftalmi che hanno perso la funzione visiva. Pu\u00f2 essere realizzato anche con un diottro centrale al posto della pupilla nera nei casi in cui il bulbo ha\u00a0conservato un residuo visivo utilizzabile. Il guscio sclerale si distingue dalla protesi per anoftalmo per il suo spessore molto pi\u00f9 sottile e per il profilo interno lavorato con finitura ottica (come una comune lente a contatto rigida), essendo applicato su un bulbo che frequentemente\u00a0ha uno spessore non trascurabile. Spesso anche i bulbi atrofici hanno una spiccata sensibilit\u00e0 che impone al protesista di realizzare il guscio di ricoprimento con una geometria tale da evitare il contatto con la cornea.<\/p>\n<p>Indicazioni:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>ATROFIA DEL BULBO POST &#8211; TRAUMATICA<\/li>\n<li>FERITE CORNEO-SCLERALI ANCHE CON RESIDUO VISIVO<\/li>\n<li>IPOPLASIA O MICROFTALMO CONGENITO<\/li>\n<li>EVISCERAZIONE DEL BULBO CON IMPIANTO ENDOSCLERALE<\/li>\n<li>ODONTOCHERATOPROTESI<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;applicazione si sviluppa in tre fasi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Realizzazione di una\u00a0lente a contatto sclerale trasparente in PMMA di spessore inversamente proporzionale al\u00a0diametro del bulbo stesso e con una \u00abcamera corneale\u00bb\u00a0che evita il contatto\u00a0con la cornea. Questa lente funge da \u00abmatrice\u00bb per le successive rilevazioni.<\/li>\n<li>Controllo della lente applicata con esame in fuoresceina e conseguente correzione del profilo geometrico\u00a0fino ad ottenere il disegno ottimale e la\u00a0massima tollerabilit\u00e0.<\/li>\n<li>Sulla base del profilo ottenuto si realizza una protesi a guscio cosmetica in resina acrilica, con le stesse curvature\u00a0della lente matrice. La tollerabilit\u00e0 ed il risultato estetico cos\u00ec ottenuti sono quasi sempre molto soddisfacenti,\u00a0cos\u00ec come i movimenti della protesi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caratteristiche costruttive di questa applicazione sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>disimpegno corneale,<\/strong>\u00a0una curvatura presente nella superficie interna della protesi studiata per rispettare la sensibilit\u00e0 corneale e garantire il costante afflusso sanguigno nei vasi perilimbari, assicurando cos\u00ec la corretta ossigenazione della cornea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I <strong>fori antiventosa<\/strong> sono minuscole perforazioni calibrate che garantiscono il passaggio di ossigeno impedendo il formarsi del cosiddetto \u00abeffetto ventosa\u00bb che pu\u00f2 provocare fenomeni di anossia corneale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>bilanciamento assiale,<\/strong>\u00a0ottenuto mediante un profilo che prevede la distribuzione asimmetrica dello spessore e di conseguenza del peso (spessore minimo nella parte superiore e massimo in quella inferiore). In questo modo si ottiene un \u00abeffetto zavorra\u00bb che garantisce il costante orientamento della lente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>decentramento della camera corneale,<\/strong> corregge il disallineamento della cornea che \u00e8 spesso presente nelle subatrofia bulbare e nel microftalmo. Si evitano cos\u00ec contatti indesiderati tra cornea e protesi, eliminando il rischio di disepitelizzazione corneale.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbH\u00bb tab_id=\u00bb1438869864349-7-0&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbI\u00bb tab_id=\u00bb1438869870910-8-0&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Idrossiapatite.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6800\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Idrossiapatite-300x217.jpg\" alt=\"Idrossiapatite\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Idrossiapatite-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Idrossiapatite.jpg 435w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Idrossiapatite<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Sale di fosfato di calcio, composto inorganico principale della matrice ossea. E&#8217; il prototipo del materiale utilizzato per la sostituzione dell\u2019osso ma viene frequentemente utilizzato nell&#8217;oftalmoplastica come impianto poroso negli interventi di enucleazione ed eviscerazione, in virt\u00f9\u00a0delle sue doti di biocompatibilit\u00e0 ed alla sua facile fibrovascolarizzazione che\u00a0rende l&#8217;impianto pi\u00f9 \u00abintegrato\u00bb con l&#8217;organismo, diminuendo sensibilmente le probabilit\u00e0 di infezione o rigetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le maggiori applicazioni dell\u2019HA e delle altre ceramiche in chirurgia plastica e ricostruttiva interessano il distretto cranio-facciale. Il loro uso \u00e8 tipico nella\u00a0ricostruzione temporanea di segmenti scheletrici nel caso di pazienti oncologici con limitata aspettativa di vita, in caso di supplementi di terapia (RT) o nelle resezioni con intento palliativo. Per difetti di piccole dimensioni la HA \u00e8 un buon riempitivo e favorisce, con la sua propriet\u00e0 osteoconduttiva la rivascolarizzazione e la riossificazione progressiva dell\u2019area trattata. L&#8217;HA \u00e8 impiegata anche come materiale di camouflage in difetti maxillofacciali conseguenti a trauma o tumori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impianto \u00e8 utilizzato soprattutto nell&#8217;enucleazione, posizionato dentro la capsula di Tenone mentre \u00e8 meno frequente il suo utilizzo nell&#8217;eviscerazione. La HA non \u00e8 adatta all&#8217;ancoraggio diretto dei muscoli e per questo tipo di intervento richiede sempre il ricoprimento con materiale sintetico, autologo o sclera di donatore, inoltre \u00e8 scarsamente sagomabile perch\u00e9 essendo molto ruvida provoca un traumatismo diretto sui tessuti con il rischio di espulsione. L\u2019idrossiapatite in forma densa \u00e8 difficile da modellare ed \u00e8 soggetta a migrazione ed estrusione. Le forme micro e macroporose oggi disponibili sono molto pi\u00f9 sicure ed hanno capacit\u00e0 osteoconduttive maggiori. L\u2019idrossiapatite non sopporta il carico ed \u00e8 soggetta a frattura e rottura completa.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impronta02.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6803\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impronta02-300x221.jpg\" alt=\"Impronta02\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impronta02-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impronta02.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Impronta o Calco<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Metodo di rilevazione della forma di una cavit\u00e0 organica come quella anoftalmica, l&#8217;orbita o il sacco congiuntivale che racchiude il bulbo oculare. Il metodo di riprodurre un calco in materiale acrilico (silicone o alginato) \u00e8 valido soprattutto per riprodurre la forma dell&#8217;<strong>orbita<\/strong> poich\u00e9 in questo caso \u00e8 necessaria una riproduzione protesica fedele della cavit\u00e0 stessa. Nel caso della <strong>cavit\u00e0 anoftalmica<\/strong> invece, la riproduzione fedele del volume \u00e8 pressoch\u00e9 inutile poich\u00e9 la forma della protesi oculare correttamente eseguita \u00e8 spesso diversa da quella riproducibile con un calco. Il calco eseguito su un bulbo atrofico o comunque non vedente \u00e8 concettualmente errato poich\u00e9 una protesi sclerale con a stessa forma del calco potrebbe risultare addirittura dannosa per il bulbo stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le fasi per la realizzazione dell&#8217;impronta sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Applicare un conformatore con foro centrale (o con cannello forato)<\/li>\n<li>Iniettare il silicone per impronta nel foro o nel cannello per mezzo dell\u2019apposito erogatore<\/li>\n<li>Attendere l\u2019indurimento del silicone per qualche minuto<\/li>\n<li>Estrarre il calco cos\u00ec prodotto con annesso il conformatore<\/li>\n<li>Utilizzare il calco come matrice per realizzare la protesi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vantaggi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Metodo semplice che non richiede una particolare esperienza della pratica protesica<\/li>\n<li>Indicato solo per la realizzazione di epitesi nell\u2019exeresi totale dell\u2019orbita e nelle vaste ricostruzioni orbitali con grave deformazione\u00a0della cavit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Svantaggi<\/u>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Sfruttamento insufficiente dell&#8217;elasticit\u00e0 dei tessuti<\/li>\n<li>Minore movimento della protesi<\/li>\n<li>Nella subatrofia del bulbo e nel microftalmo minore tollerabilit\u00e0 a causa del contatto esteso anche a cornea e zone sensibili<\/li>\n<li>Nell&#8217;eviscerazione traumatismo eccessivo e continuato sui tessuti che pu\u00f2 provocare l\u2019espulsione dell\u2019impianto<\/li>\n<li>Metodo molto invasivo e talvolta doloroso, psicologicamente difficile da accettare soprattutto per i pazienti pediatrici<\/li>\n<li>Metodo inefficace sui bulbi subatrofici non in quiete, con cornea sensibile o con ipersensibilit\u00e0 al contatto<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbJ-K\u00bb tab_id=\u00bb1438869877555-9-2&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbL\u00bb tab_id=\u00bb1438869891892-10-1&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbM\u00bb tab_id=\u00bb1438869901915-11-9&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-Medpor1.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6652\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Impianto-Medpor1.jpg\" alt=\"Impianto Medpor\" width=\"189\" height=\"191\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Medpor<\/strong><\/h3>\n<p>Viene prodotto con una polvere di polimeri di polietilene a bassa pressione mescolati insieme e modellati in sagome\u00a0e pu\u00f2 essere modellato tagliandolo e ammorbidendolo in acqua calda. Non pu\u00f2 essere sterilizzato in autoclave avendo una temperatura di fusione di 110\u00b0C ma la sterilizzazione \u00e8 possibile con ossido di etilene. Il Medpor \u00e8 altamente poroso e fino al 50% del suo volume \u00e8 costituito da pori di 100-250 micron, ha una densit\u00e0 di 0.6g\/cm3., \u00e8 soggetto ad ancoraggio con i tessuti molli ed \u00e8 moderatamente osteoconduttivo. L\u2019incidenza di infezione \u00e8 bassa e provoca\u00a0una reazione da corpo estraneo minima con una capsula periprotesica sottile. E\u2019 stabile e non va incontro a riassorbimento. L\u2019estrusione dell\u2019impianto \u00e8 rara e pu\u00f2 essere trattata conservativamente con l\u2019utilizzo di innesti cutanei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; uno dei materiali alloplastici pi\u00f9 utilizzati in chirurgia cranio-maxillofacciale, come materiale di camouflage nei deficit dei tessuti molli post-oncologici o post-traumatici, nella ricostruzione del pavimento e della parete laterale dell&#8217;orbita, delle strutture osse mediofacciali , del mento e del naso, nel trattamento della microtia e nella ricostruzione dell\u2019orecchio conseguente ad ustioni gravi. In chirurgia estetica viene utilizzato nell&#8217;aumento di diverse regioni dello scheletro facciale: zigomi, mento, mascellare superiore e naso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le complicanze sono quelle conseguenti all&#8217;utilizzo di ogni materiale protesico. L\u2019infezione \u00e8 un&#8217;evenienza rara e anche l&#8217;estrusione. La capsula periprotesica che si forma intorno all&#8217;impianto \u00e8 molto sottile e non d\u00e0 garanzia di una perfetta immobilit\u00e0. Nelle applicazioni maxillofacciali scheletriche il Medpor deve essere fissato con mezzi di osteosintesi adeguati.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbN\u00bb tab_id=\u00bb1438869917483-12-3&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbO\u00bb tab_id=\u00bb1438869927154-13-2&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ocularista.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6870\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ocularista-300x195.jpg\" alt=\"ocular 1 .28184 (7-1-98) This is tight shot of a hand painted iris disc with cornea and pupil (left). Painting the iris disc and matching it to the patient's good eye (right) is the first stage of the prostheic eye process. UT photo by Eduardo Contreras\" width=\"300\" height=\"195\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Ocularista (Oculoprotesista)<\/h3>\n<p>Operatore tecnico privato che realizza ed applica protesi oculari ed in alcuni casi Epitesi ricostruttive. In Italia, a differenza di molti\u00a0Paesi europei, la figura\u00a0dell&#8217;ocularista non \u00e8 riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano e la professione \u00e8 regolamentata solo per quanto concerne i rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale e l&#8217;idoneit\u00e0 degli ambienti nei quali esercitare l&#8217;attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni il Ministero della Salute si sta orientando nel riconoscere la figura del \u00abTecnico abilitato\u00bb, rendendo obbligatorio il conseguimento del titolo di Ottico diplomato con abilitazione alla professione ma non tutte le regioni italiane si sono allineate alla nuova direttiva. Il Ministero della salute e gli altri organi preposti al controllo delle professioni sanitarie non esercitano attualmente altri\u00a0controlli nei confronti degli operatori del settore, consentendo\u00a0cos\u00ec un consistente abusivismo.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Oftalmoplastica.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6871\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Oftalmoplastica.jpg\" alt=\"Oftalmoplastica\" width=\"257\" height=\"262\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Oftalmoplastica<\/h3>\n<p>L\u2019Oculoplastica \u00e8 una branca dell&#8217;Oculistica che si occupa delle malattie delle palpebre, delle vie lacrimali e dell&#8217;orbita, perci\u00f2 anche delle patologie relative alla oculoprotesica. Rappresenta un livello di competenza successivo alla Specializzazione in Oculistica: si pu\u00f2 conseguire una cosiddetta \u00abfellowship\u00bb della durata variabile da 6 mesi a 2 anni, una sorta di Master durante i quali il Medico Oculista Specialista approfondisce le sue conoscenze in questo specifico settore sotto la guida di un chirurgo la cui esperienza ed idoneit\u00e0 allo scopo siano ufficialmente riconosciute.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbP\u00bb tab_id=\u00bb1438869935649-14-7&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pericardio.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6972\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pericardio-300x254.jpg\" alt=\"Pericardio\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pericardio-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Pericardio.jpg 413w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/periguard.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7010\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/periguard-300x223.jpg\" alt=\"periguard\" width=\"300\" height=\"223\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Pericardio<\/h3>\n<p>Il pericardio \u00e8 un sacco fibrosieroso che accoglie il cuore e il suo peduncolo vascolare. \u00c8 costituito da uno strato esterno di tessuto fibroso, pericardio fibroso, rivestito, sulla superficie interna, dal foglietto parietale della seriosa cardiaca, il pericardio serioso. Il pericardio chirurgico (Peri-Guard o Ocu-Guard) \u00e8 un biomateriale di derivazione umana o bovina ampiamente utilizzato in ingegneria tessutale per la ricostruzione di una variet\u00e0 di bioprotesi come innesti vascolari, patch per la ricostruzione di pareti vaginali e addominali, e pi\u00f9 frequentemente, per valvole cardiache. E&#8217; utilizzato\u00a0come protesi per la chiusura\u00a0dei tessuti molli che includono: difetti della parete addominale e toracica,\u00a0bendaggio gastrico, rinforzo muscolare ed\u00a0ernie (diaframmatica, femorale, incisionale,\u00a0inguinale, lombare, scrotale e\u00a0ombelicale). E&#8217; realizzato con un reticolato di glutaraldeide (un disinfettante utilizzato per\u00a0ridurre i rischi di rigetto e degenerazione all&#8217;interno dell&#8217;organismo) e\u00a0sterilizzato chimicamente con\u00a0etanolo e ossido di propilene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In oftalmoplastica \u00e8 utilizzato per realizzare la copertura di impianti porosi. Ha lunga durata (fino a 5 anni) ma pu\u00f2 costare quanto l&#8217;impianto stesso e il suo utilizzo non \u00e8 esente da rischi (ad esempio, l&#8217;esposizione dell&#8217;impianto). E&#8217; stato riportato infatti un tasso significativamente pi\u00f9 alto di esposizione di impianti di idrossiapatite avvolta con pericardio bovino (23%) rispetto a quelli avvolti con sclera di donatore (3,8%).\u00a0Per questi motivi l&#8217;uso di pericardio per ricoprire impianti porosi \u00e8 poco consigliato.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/pmma-ps.gif\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6601\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/pmma-ps.gif\" alt=\"pmma-ps\" width=\"250\" height=\"214\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>PMMA (polimetilmetacrilato)<\/h3>\n<p>Materiale plastico generalmente trasparente utilizzato per la costruzione di lenti a contatto rigide, gusci, lenti intraoculari, impianti, ecc. E&#8217; facilmente lavorabile ed \u00e8 ben tollerato dall&#8217;organismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; spesso usato in alternativa al vetro; alcune delle differenze tra i due materiali sono le seguenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>La densit\u00e0: quella del PMMA \u00e8 1,19 g\/cm3, circa la met\u00e0 di quella del vetro<\/li>\n<li>E&#8217; infrangibile<\/li>\n<li>Pu\u00f2 essere modellato per riscaldamento a temperature relativamente basse (100\u00b0C circa)<\/li>\n<li>E&#8217; pi\u00f9 trasparente del vetro alla luce visibile<\/li>\n<li>Non ferma le radiazioni\u00a0ultraviolette (a differenza del vetro), quando necessario viene pertanto rivestito con pellicole apposite<\/li>\n<li>E&#8217; trasparente alla luce infrarossa fino a 2800 nm, mentre la luce di lunghezze d\u2019onda maggiori viene sostanzialmente bloccata. Esistono specifiche formulazioni di PMMA atte a bloccare la luce visibile e a lasciar passare la luce infrarossa di un dato intervallo di frequenze (usate, ad esempio, nei telecomandi e nei sensori rivelatori di fonti di calore)<\/li>\n<li>Pu\u00f2 essere saldato a freddo con adesivi a base di cianoacrilato o sciogliendone gli strati superficiali con un solvente specifico (diclorometano o cloroformio). La saldatura\u00a0che si crea \u00e8 quasi invisibile.<\/li>\n<li>Gli spigoli vivi del PMMA possono inoltre essere facilmente lucidati e resi trasparenti.<\/li>\n<li>Brucia in presenza di ossigeno\u00a0a temperature superiori a 460\u00b0C e la sua combustione completa produce anidride carbonica e acqua.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possiede un buon grado di biocompatibilit\u00e0 con i tessuti umani, viene per questo usato nella produzione di lenti intraoculari, lenti a contatto rigide e protesi oculari.\u00a0In ortopedia il PMMA \u00e8 usato come cemento per fissare impianti, per rimodellare parti di osso perdute o riparare vertebre fratturate (Vertebroplastica). In chirurgia estetica, iniezioni di micro-sfere di PMMA sotto pelle vengono usate per ridurre rughe e cicatrici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene commercializzato in polvere da miscelare al momento dell\u2019uso con metacrilato di metile (MMA) liquido per formare una pasta che indurisce gradualmente. Bench\u00e9 il PMMA sia biocompatibile, l\u2019MMA \u00e8 una sostanza irritante e perch\u00e9 questo effetto sia neutralizzato \u00e8 necessario un processo di polimerizzazione eseguito correttamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli effetti collaterali dell\u2019applicazione locale del PMMA sono rari. La risposta infiammatoria tissutale \u00e8 minima e consiste nella formazione di una sottile capsula intorno all&#8217;impianto che contiene fibroblasti e rare cellule giganti da corpo estraneo. Come qualunque corpo estraneo il suo impianto \u00e8 soggetto al rischio di infezione ed estrusione, eventualit\u00e0 peraltro abbastanza rare. A tale proposito, \u00e8 preferibile evitare l\u2019uso del PMMA al di sotto di innesti cutanei o tessuto cicatriziale: ci\u00f2 riduce drasticamente l\u2019incidenza di infezione della protesi.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Polimerizzatore.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6602\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Polimerizzatore-300x216.jpg\" alt=\"Polimerizzatore\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Polimerizzatore-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Polimerizzatore-762x552.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Polimerizzatore.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Polimerizzazione<\/h3>\n<p>Processo termochimico tra un polimero in polvere (PMMA) ed un monomero liquido (MMA) che permette di ottenere\u00a0una sostanza definita \u00abresina acrilica\u00bb, materia base per la realizzazione di una protesi oculare. La polimerizzazione \u00e8 ottenuta ponendo lo stampo contenente la resina in bagno d&#8217;acqua per alcune ore. Questo processo termochimico trasforma il materiale resinoso facendogli assumere una consistenza ed un aspetto simili al vetro e liberandolo da ogni traccia di sostanze irritanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le reazioni allergiche a materiali per protesi con base di PMMA sono sempre molto rare rispetto al numero di protesi applicate. Le protesi in resina polimerizzate completamente e conformemente alle disposizioni non contengono perossido libero e quindi sensibilizzante. Anche il contenuto di monomeri \u00e8 condizionato dalla polimerizzazione e successivamente dall&#8217;immersione in acqua.La riduzione del tempo di polimerizzazione consigliato comporta perci\u00f2 un incremento del contenuto di perossido e monomeri residui nella protesi ma anche i valori fisici dei materiali per protesi vengono influenzati negativamente.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Marlex01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6984\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Marlex01-300x217.jpg\" alt=\"Marlex01\" width=\"264\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Marlex01-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Marlex01.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Prolene01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6985\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Prolene01-300x200.jpg\" alt=\"Prolene01\" width=\"264\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Prolene01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Prolene01-762x512.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Prolene01.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Polipropilene (Marlex- Prolene)<\/h3>\n<p>Le molecole di questo\u00a0polimero tendono ad essere altamente allineate e compatte, il che conferisce al materiale le caratteristiche di durevolezza, resistenza alla trazione ed agli agenti chimici. E\u2019 permeabile all\u2019acqua, resistente ai raggi X e ad alte temperature (160\u00b0C). Quest\u2019ultima propriet\u00e0 ne consente la sterilizzazione in autoclave senza alterarne la struttura n\u00e9 le caratteristiche fisiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le reti di Polipropilene monofilamento pi\u00f9 utilizzate per la ricostruzione della parete toracica (Marlex, Prolene) sono non riassorbibili e differiscono tra loro solo per la porosit\u00e0 (il Prolene possiede pori pi\u00f9 ampi) e per la rigidit\u00e0 (la rete di Marlex \u00e8 distensibile lungo un solo asse, quella di Prolene \u00e8 rigida lungo tutti gli assi). Le dimensioni dei pori sono importanti per il ruolo che hanno nelle infezioni. Marlex e Prolene rientrano nelle protesi di tipo I e cio\u00e8 il gruppo pori pi\u00f9 ampi (il Gore-tex ad es. appartiene al tipo II con pori pi\u00f9 piccoli). I materiali con pori di tipo I permettono il passaggio di macrofagi, fibroblasti e dei neovasi e favoriscono quindi sia una risposta antibatterica che l\u2019integrazione tissutale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Polipropilene (PP) \u00e8 uno dei materiali da pi\u00f9 tempo conosciuti ed utilizzati in chirurgia per le sue caratteristiche di resistenza, inerzia, biocompatibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di integrazione tissutale. Il suo utilizzo in chirugia plastica \u00e8 essenzialmente rivolto alla riparazione di difetti della parete toracica e addominale mentre in oftalmoplastica \u00e8 raramente\u00a0utilizzato.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6990\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/PTFE.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6990\" class=\"size-medium wp-image-6990\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/PTFE-300x225.jpg\" alt=\"Impianto ricoperto con patch in PTFE\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/PTFE-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/PTFE.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6990\" class=\"wp-caption-text\">Impianto ricoperto con patch in PTFE<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Politetrafluoretilene (PTFE)<\/h3>\n<p>Il Politetrafluoroetilene noto soprattutto con il nome commerciale TEFLON \u00e8 un polimero del tetrafluoroetilene che in oftalmoplastica viene utilizzato in fogli per il ricoprimento di impianti. Possiede un insieme di caratteristiche fisico-chimiche finora non riscontrate in nessun altro materiale plastico:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><span class=\"list2\">Totale\u00a0inerzia chimica<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Eccellente resistenza al calore<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Ottime caratteristiche dielettriche<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Nessuna igroscopicit\u00e0 e resistenza ai solventi<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Ottima resistenza all&#8217;invecchiamento<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Autolubrificante<\/span><\/li>\n<li><span class=\"list2\">Basso coefficiente d\u2019attrito<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Propriet\u00e0 chimiche:\u00a0<\/strong>\u00e8 inerte nei confronti di tutti i reagenti chimici noti, \u00e8 insolubile in qualsiasi solvente a temperature fino a 300\u00b0C. Solo a temperature prossime al punto di fusione cristallino alcuni olii altamente fluorurati possono rigonfiarlo e scioglierlo.<\/p>\n<p><strong>Propriet\u00e0 termiche:\u00a0<\/strong>ha un basso coefficiente di trasmissione termica ed \u00e8 perci\u00f2 da considerare un isolante termico. Non \u00e8 infiammabile ed \u00e8 stabile per tempi indeterminatamente lunghi fino a 260\u00b0C.<\/p>\n<p><strong>Propriet\u00e0 elettriche:\u00a0<\/strong>possiede ottime qualit\u00e0 dielettriche in un ampio campo di temperature e di frequenze. Essendo l\u2019assorbimento d&#8217;acqua praticamente nullo, le caratteristiche si mantengono invariate anche dopo prolungata esposizione agli agenti atmosferici. La rigidit\u00e0 dielettrica non \u00e8 praticamente influenzata dalla temperatura d\u2019esercizio.<\/p>\n<p><strong>Propriet\u00e0 meccaniche:\u00a0<\/strong>Le propriet\u00e0 meccaniche alla temperatura di 23\u00b0C sono eccellenti per resistenza all&#8217;attrito, scorrevolezza superficiale e durata.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-vetro.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6603\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-vetro-300x168.jpg\" alt=\"Protesi in vetro\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-vetro-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-vetro.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Protesi in vetro<\/h3>\n<p>Le protesi oculari, in passato, erano costruite in vetro. Ancora oggi alcuni utilizzano questo materiale che crea per\u00f2 notevoli problemi estetici e di tollerabilit\u00e0. le propriet\u00e0 negative delle protesi oculari in vetro sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Usura del materiale: con l&#8217;uso liquido lacrimale e secrezione corrodono la protesi e possono provocare fastidiose irritazioni della congiuntiva e della cavit\u00e0, peggiorando anche l&#8217;aspetto estetico.<\/li>\n<li>Frequente sostituzione: a causa\u00a0dell&#8217;usura repentina e continua, il paziente deve ricorrere alla sostituzione ogni 12\/24 mesi al massimo.<\/li>\n<li>Bassa resistenza agli urti: la caduta della protesi pu\u00f2 causare facilmente la sua rottura.<\/li>\n<li>Scarsa lavorabilit\u00e0 del materiale: il vetro non \u00e8 lavorabile a freddo e ci\u00f2 impedisce al protesista di modificare la forma della protesi in base alle variazioni anatomico &#8211; morfologiche o allo sviluppo del paziente.<\/li>\n<li>Sensibilit\u00e0 agli sbalzi di temperatura: Improvvisi sbalzi di temperatura (ad esempio all&#8217;uscita da un locale riscaldato nella stagione invernale) possono provocare la rottura della protesi dentro la cavit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-resina.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6604\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-resina-300x200.jpg\" alt=\"Protesi in resina\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-resina-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Protesi-in-resina.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Protesi in resina<\/h3>\n<p>La resina acrilica (PMMA) tra tutti i materiali artificiali oggi disponibili \u00e8 quello che meglio corrisponde ai requisiti richiesti per la fabbricazione di una protesi oculare. I suoi vantaggi sono i seguenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Tollerabilit\u00e0: la resina acrilica se polimerizzata correttamente \u00e8 ben tollerata e non provoca allergia<\/li>\n<li>Facilita di lavorazione: la protesi pu\u00f2 essere modificata in qualsiasi momento e per un numero indefinito di volte<\/li>\n<li>Stabilit\u00e0 della forma: liquido lacrimale e secrezione non irruvidiscono n\u00e9 modificano la forma della protesi nemmeno dopo anni di uso<\/li>\n<li>Facilit\u00e0 di pulizia: la protesi in resina si pulisce con comuni prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto<\/li>\n<li>Infrangibilit\u00e0: la protesi in resina se cade non si rompe mai<\/li>\n<li>Lucidabilit\u00e0: eventuali piccole scalfitture sulla superficie della protesi in resina possono essere eliminati facilmente, con una semplice operazione di lucidatura.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La protesi in resina acrilica non deve essere rimossa dalla cavit\u00e0 durante il sonno e le operazioni di manutenzione\u00a0quotidiana possono essere svolte con la protesi applicata. Ci\u00f2\u00a0evita che le palpebre vengano eccessivamente sollecitate meccanicamente, ed evita anche al disagio psicologico del paziente che non deve pi\u00f9 maneggiare la protesi o vedersi con la cavit\u00e0 anoftalmica vuota.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbQ\u00bb tab_id=\u00bb1438869947777-15-1&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbR\u00bb tab_id=\u00bb1438869953898-16-3&#8243;][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Resina acrilica<\/h3>\n<p>Vedi \u00abPMMA\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbS\u00bb tab_id=\u00bb1438869970784-17-8&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sclera-di-donatore.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6979\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sclera-di-donatore-300x262.jpg\" alt=\"Sclera di donatore\" width=\"300\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sclera-di-donatore-300x262.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sclera-di-donatore.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Sclera liofilizzata \/ Sclera di donatore<\/strong><\/h3>\n<p align=\"justify\">La sclera umana liofilizzata \u00e8 utilizzata in oftalmoplastica nell&#8217;enucleazione del bulbo quando \u00e8 necessario rivestire l&#8217;impianto ed agganciarvi i muscoli oculomotori per ripristinare la motilit\u00e0 ed avere un fulcro di movimento pi\u00f9 avanzato, simile all&#8217;occhio naturale. E&#8217; anche utilizzata come complemento nella correzione chirurgica dell&#8217;entropion\u00a0e dell&#8217;ectropion senile, rinforzando la struttura tarsale indebolita con un innesto di sclera. Anche nei casi di trichiasi \u00e8 possibile utilizzare la sclera quale rinforzo tarsale. Altri usi\u00a0sono tipici nei casi di ampliamento della cavit\u00e0 anoftalmica contratta, nella correzione delle retrazioni palpebrali superiore ed inferiore (soprattutto nel caso di esoftalmo tiroideo) e a livello bulbare in casi di scleromalacia localizzata.<\/p>\n<p align=\"justify\">I risultati funzionali ed estetici sono buoni per la scarsa reazione flogistica postoperatoria, in quanto la sclera umana liofilizzata viene ottimamente tollerata dai tessuti in cui \u00e8 innestata perch\u00e9 l&#8217;impalcatura connettivale cos\u00ec ottenuta viene gradualmente abitata da cellule connettivali autoctone e costituisce una struttura stabile e robusta.\u00a0La reazione che si osserva nell&#8217;esame istologico dei tessuti del ricevente, infatti, \u00e8 modesta non trattandosi di una reazione di rigetto, ed \u00e8 del tutto analoga a quella che riscontriamo nei casi di innesti\u00a0 di cartilagine autologa. Poich\u00e9\u00a0spesso non \u00e8 agevole ottenere una sufficiente fornitura di sclera umana liofilizzata, ricordiamo che si pu\u00f2 conservare la sclera umana prelevata dal cadavere, durante il prelievo dei bulbi oculari a scopo di trapianto corneale.<\/p>\n<p>L&#8217;uso di sclera umana da donatore \u00e8 andata ormai in disuso a causa del potenziale rischio di trasmissione del virus dell&#8217;immunodeficienza umana (HIV), epatite B o C, e malattia di Creutzfeldt-Jakob (encefalopatia spongiforme). Anche se non sono stati accertati\u00a0casi di trasmissione della malattia da sclera di donatore, i segmenti del virus HIV-1 del genoma sono stati identificati in sclera umana conservata ed \u00e8 stata riportata la trasmissione della malattia di Creutzfeldt-Jakob in seguito a trapianto durale e corneale.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Silicone.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7015\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Silicone-300x139.jpg\" alt=\"5.0.2\" width=\"274\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Silicone-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Silicone-762x355.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Silicone.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Silicone<\/strong><\/h3>\n<p>Polimero inorganico inerte e biocompatibile prodotto in forma solida (elastomeri), gel, schiuma e liquida, in relazione al grado di polimerizzazione. E&#8217; usato in campo medico da circa cinquanta anni e nessun altro materiale ha dimostrato di avere le stesse doti di biocompatibilit\u00e0, flessibilit\u00e0, inerzia chimica ed essere anche facilmente sterilizzabile. I siliconi resistono alle sollecitazioni chimiche pi\u00f9 spinte come nell&#8217;ambiente acido dello stomaco. Per questi motivi \u00e8 il materiale scelto pi\u00f9 frequentemente per costruire dispositivi medicali da impiantare all&#8217;interno del corpo umano.\u00a0L&#8217;uso del silicone in medicina \u00e8 estremamente ampia: le sue propriet\u00e0 lubrificanti lo rendono particolarmente adatto a rivestire prodotti biomedicali come aghi e fili chirurgici, l&#8217;interno di siringhe e di flaconi per la conservazione di sangue o di farmaci per infusione endovenosa o ancora come rivestimento di pacemakers e di valvole cardiache artificiali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli elastomeri di silicone sono il biomateriale preferito per la produzione di un&#8217;ampia gamma di prodotti biomedicali come ad esempio le lenti intraoculari, i drenaggi di scarico nella chirurgia del glaucoma ed anche gli impianti per oftalmoplastica, i conformatori per cavit\u00e0 anoftalmica, ecc.<\/p>\n<p>In chirurgia plastica il silicone \u00e8 impiegato negli impianti per la chirurgia ricostruttiva ed estetica del viso e negli espansori tissutali mentre nella sua forma liquida (<strong>olio di silicone<\/strong>) \u00e8 utilizzato nella chirurgia vitreoretinica come sostanza viscoelastica per la sostituzione del vitreo patologico ma che dopo un certo tempo deve comunque essere rimosso, a volte anche con interventi multipli.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbT\u00bb tab_id=\u00bb1438869978136-18-0&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Teflon<\/strong><\/h3>\n<p>Vedi \u00abPolitetrafluoretilene\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbU\u00bb tab_id=\u00bb1438869991157-19-10&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbV\u00bb tab_id=\u00bb1438869999758-20-4&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Vicryl\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Vedi \u00abAcido poliglicolico\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbW-X-Y\u00bb tab_id=\u00bb1438870006512-21-8&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbZ\u00bb tab_id=\u00bb1438870012356-22-4&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][\/vc_tabs][\/vc_column][\/vc_row]<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text] Dizionario: Protesica [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbA\u00bb tab_id=\u00bb1436536329-1-78&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text] Acido poliglicolico (Vicryl, Dexon Mesh) Dispositivi conosciuti con i nomi commerciali Vicryl e Dexon con cui si produconofili di sutura e reti riassorbibili, utilizzate negli interventi chirurgici per sostenere e proteggere organi e tessuti interni (nelle ernie addominali) o per fissare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":13194,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-13207","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Protesica | Dalpasso protesi oculari<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"es_ES\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Protesica | Dalpasso protesi oculari\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text] Dizionario: Protesica [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbA\u00bb tab_id=\u00bb1436536329-1-78&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text] Acido poliglicolico (Vicryl, Dexon Mesh) Dispositivi conosciuti con i nomi commerciali Vicryl e Dexon con cui si produconofili di sutura e reti riassorbibili, utilizzate negli interventi chirurgici per sostenere e proteggere organi e tessuti interni (nelle ernie addominali) o per fissare [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Dalpasso protesi oculari\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-12-01T13:21:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"768\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"618\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tiempo de lectura\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"41 minutos\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/\",\"name\":\"Protesica | Dalpasso protesi oculari\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg\",\"datePublished\":\"2015-12-01T13:19:24+00:00\",\"dateModified\":\"2015-12-01T13:21:02+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"es\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"es\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/standard-business\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"INFORMACI\u00d3N\",\"item\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"DICCIONARIO\",\"item\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Protesica\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/\",\"name\":\"DALPASSO Protesi Oculari\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"es\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Protesica | Dalpasso protesi oculari","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/","og_locale":"es_ES","og_type":"article","og_title":"Protesica | Dalpasso protesi oculari","og_description":"[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text] Dizionario: Protesica [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbA\u00bb tab_id=\u00bb1436536329-1-78&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text] Acido poliglicolico (Vicryl, Dexon Mesh) Dispositivi conosciuti con i nomi commerciali Vicryl e Dexon con cui si produconofili di sutura e reti riassorbibili, utilizzate negli interventi chirurgici per sostenere e proteggere organi e tessuti interni (nelle ernie addominali) o per fissare [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/","og_site_name":"Dalpasso protesi oculari","article_modified_time":"2015-12-01T13:21:02+00:00","og_image":[{"width":768,"height":618,"url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tiempo de lectura":"41 minutos"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/","name":"Protesica | Dalpasso protesi oculari","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg","datePublished":"2015-12-01T13:19:24+00:00","dateModified":"2015-12-01T13:21:02+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#breadcrumb"},"inLanguage":"es","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"es","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vicryl-mesh-300x241.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/protesica-es\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/standard-business\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"INFORMACI\u00d3N","item":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"DICCIONARIO","item":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Protesica"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/#website","url":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/","name":"DALPASSO Protesi Oculari","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"es"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13207"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13208,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13207\/revisions\/13208"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}