{"id":13205,"date":"2015-12-01T14:17:40","date_gmt":"2015-12-01T13:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dalpasso.it\/es\/?page_id=13205"},"modified":"2015-12-01T14:17:54","modified_gmt":"2015-12-01T13:17:54","slug":"patologia-r-z-es","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.dalpasso.it\/es\/informacion\/diccionario\/patologia-r-z-es\/","title":{"rendered":"Patologia R-Z"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><strong><span style=\"color: #000000;\">Dizionario: Patologia<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbR\u00bb tab_id=\u00bb1438871234217-16-9&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Rabdomiosarcoma.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6222\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Rabdomiosarcoma-300x105.jpg\" alt=\"Rabdomiosarcoma\" width=\"300\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Rabdomiosarcoma-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Rabdomiosarcoma-762x269.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Rabdomiosarcoma.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Rabdomiosarcoma<\/h3>\n<p>Raro tumore maligno\u00a0pediatrico delle parti molli in et\u00e0 pediatrica che rappresenta circa il 3-4% di tutti i tumori infantili. Il nome \u00e8 formato dalla combinazione di tre parole pi\u00f9 piccole: \u201crabdo\u201d, che significa a forma di bacchetta, \u201cmio\u201d che sta per muscolo, e \u201csarcoma\u201d. Infatti le cellule del rabdomiosarcoma hanno caratteristiche che ricordano le cellule muscolari dell\u2019embrione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Colpisce i bambini da 1 a 5 anni ma anche gli adolescenti e pi\u00f9 raramente ne possono essere affetti anche\u00a0gli adulti. Pu\u00f2 nascere in qualsiasi parte del corpo, ma generalmente \u00e8 pi\u00f9 frequente a livello di testa-collo (40%), apparato genitourinario (20%) , arti e tronco (20%).<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong>La causa di questo tumore non \u00e8 nota ma un certo numero di bambini con rabdomiosarcoma ha anche malformazioni congenite di altri\u00a0organi (cuore, intestino, cervello, etc.) o rare malattie genetiche, come la neurofibromatosi di tipo I.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In generale si rivela come una massa in crescita pi\u00f9 o meno rapida, spesso compare una tumefazione o di un nodulo. I tumori che insorgono nella regione della testa e\/o del collo possono causare mal di testa, nausea, vomito, diplopia, paralisi facciale e ostruzione delle vie aeree.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; distinto in due sottotipi, quello embrionale e quello alveolare.<br \/>\nIl rabdomiosarcoma embrionale \u00e8 il pi\u00f9 frequente e tende a svilupparsi a livello della testa e del collo, della vescica, della vagina nelle femmine e attorno alla prostata e ai testicoli nel maschio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In presenza di un rabdomiosarcoma localizzato (cio\u00e8 senza metastasi) le possibilit\u00e0 di guarigione arrivano fino al 70% ma in circa il 20-25% dei casi Il rabdomiosarcoma si presenta con metastasi gi\u00e0 al momento della diagnosi. Gli organi pi\u00f9 frequentemente colpiti da metastasi sono i polmoni, le ossa, il midollo osseo, i tessuti sottocutanei.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6152\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma-300x86.jpg\" alt=\"Retinoblastoma\" width=\"300\" height=\"86\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma-300x86.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma-762x221.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma2.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6153\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma2-300x224.jpg\" alt=\"Retinoblastoma2\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinoblastoma2.jpg 413w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retinoblastoma<\/h3>\n<p>Tumore maligno della retina monolaterale o bilaterale che generalmente colpisce i bambini sotto i 6 anni ma pi\u00f9 comunemente diagnosticato tra uno e due anni. Sebbene si tratti di un tumore raro (1 caso su 20.000 nascite) \u00e8 una delle patologie maligne pi\u00f9 comuni dell&#8217;infanzia.<br \/>\nPu\u00f2 essere monolaterale o bilaterale (nel 35% dei casi) e in questo caso \u00e8 sempre presente un&#8217;ereditariet\u00e0 genetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cause:\u00a0<\/strong>compare quando una cellula della retina in crescita sviluppa una mutazione, inducendola a crescere fuori controllo e diventare cancerosa. A volte \u00e8 presente in diversi membri della famiglia del bambino colpito. Se la mutazione accade in famiglia, vi \u00e8 un 50% di probabilit\u00e0 che ci\u00f2 accada anche ai bambini. Il tumore pu\u00f2 diffondersi agli occhi attraverso il nervo ottico fino a raggiungere anche cervello, polmoni e ossa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sintomi:\u00a0<\/strong>si presentano generalmente entro i primi 5 anni di vita ed il segno principale \u00e8 un riflesso biancastro del fondo oculare, detto leucocoria, dovuto alla massa tumorale retinica che occupa il corpo vitreo, correlata spesso a deviazione degli assi oculari (dovuta alla perdita di fissazione dell&#8217;occhio affetto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altri sintomi caratteristici sono: pupilla distorta, riflesso bianco nelle foto con il flash, strabismo, arrossamento e dolore all\u2019occhio, abbassamento del visus ed iride di colore diverso in ciascun occhio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prognosi:\u00a0<\/strong>Se la lesione non \u00e8 diffusa oltre il bulbo quasi tutti i pazienti possono essere curati con discrete possibilit\u00e0 di guarigione: \u00e8 questo infatti uno dei pochi tumori che occasionalmente possono regredire con la terapia. Questa pu\u00f2 richiedere per\u00f2 un trattamento aggressivo e nel caso peggiore la rimozione del bulbo. Se la lesione \u00e8 infiltrata oltre il bulbo, infatti, le probabilit\u00e0 di successo della terapia sono molto minori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Terapia:\u00a0<\/strong>esistono dei protocolli terapeutici che impongono determinati trattamenti in base allo stadio di malattia. I trattamenti locali includono: laser fotocoagulazione, crioterapia, termoterapia transpupillare e brachiterapia (applicazione di placche radioattive).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questi trattamenti viene associata attualmente la chemioterapia per via sistemica. Negli ultimi tempi si sta affermando l\u2019utilizzo di chemioterapia per via arteriosa, attraverso l\u2019arteria oftalmica.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinite-di-Coats.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6156\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinite-di-Coats-300x211.jpg\" alt=\"Retinite di Coats\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinite-di-Coats-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinite-di-Coats.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retinopatia (morbo) di Coats<\/h3>\n<p>Retinite massiva caratterizzata da un anomalo sviluppo dei vasi sanguigni della retina (telangectasia), con progressiva deposizione di essudati intraretinici e sottoretinici che portano potenzialmente al distacco essudativo della retina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La patologia \u00e8 spesso monolaterale e pu\u00f2 complicarsi con l\u2019insorgere di un distacco di retina, un glaucoma secondario o una cataratta complicata. Si presenta prevalentemente in bambini di sesso maschile verso la fine della prima decade di vita, non \u00e8 ereditaria ed il suo\u00a0decorso clinico \u00e8 variabile ma quasi sempre progressivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La retinopatia di Coats pu\u00f2 associarsi ad altre malformazioni vascolari come angiomi facciali, sindrome di Alport, retinopatia pigmentosa ed altre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stadiazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fase 1, caratterizzata solo da teleangectasie<br \/>\nFase 2, presenta\u00a0teleangectasie ed essudazione con coinvolgimento della fovea<br \/>\nFase 3, totale o parziale distacco della retina<br \/>\nFase 4, totale distacco della retina con glaucoma<br \/>\nFase 5, cecit\u00e0, occhio indolore o doloroso, spesso con cataratta ed eventuale tisi tubulare[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/ROP.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6159\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/ROP.jpg\" alt=\"ROP\" width=\"252\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retinopatia del Pretermine (R.O.P.)<\/h3>\n<p>Patologia della retina definita anche fibroplasia retrolentale, spesso bilaterale che si manifesta nei\u00a0nati prematuri con rischio maggiore quanto minore \u00e8 il tempo di gestazione e quanto \u00e8 pi\u00f9 basso il peso alla nascita.<br \/>\nLa vascolarizzazione retinica fetale origina dalla papilla e finch\u00e9 questa non \u00e8 completa rimane sensibile alle elevate concentrazioni di ossigeno tipiche del trattamento in incubatrice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La patologia provoca la formazione di neovasi nella periferia retinica e successivamente emorragia vitreale, fibrosi e trazione retinica che nello stadio pi\u00f9 avanzato si trasforma in fibroplasia retrolentale. La sua evoluzione pu\u00f2 portare alla cecit\u00e0\u00a0in seguito a distacco\u00a0per trazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo stadio iniziale la terapia consiste nel criotrattamento o nel trattamento laser, \u201cbruciando\u201d la retina periferica per evitare che possa fornire degli stimoli per la formazione dei nuovi vasi dannosi. Quando si manifestano gli ultimi stadi della malattia \u00e8 necessario intervenire chirurgicamente con vitrectomia\u00a0o piombaggio sclerale. La R.O.P. \u00e8 una delle maggiori cause di ftisi del bulbo nei bambini.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-diabetica.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6160\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-diabetica.jpg\" alt=\"Retinopatia diabetica\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Retinopatia diabetica (retinopatia background)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Questa patologia, importante causa di cecit\u00e0, pu\u00f2 essere particolarmente grave nei pazienti affetti da diabete mellito insulino-dipendente (DID) di tipo 1.\u00a0Si manifesta spesso anche nel diabete mellito cronico non insulino-dipendente (DNID) di tipo 2. Il grado della retinopatia sembra strettamente\u00a0correlato con la durata del diabete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il diabete colpisce il microcircolo retinico anche se\u00a0nelle prime fasi della malattia non si evidenziano grosse alterazioni dei vasi.\u00a0I primi segni della retinopatia diabetica sono spesso rappresentati dalle dilatazioni venose e da piccole macchie rosse (microaneurismi capillari) che si osservano all&#8217;esame oftalmoscopico nel polo retinico posteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\">Le emorragie retiniche, l&#8217;edema profondo e gli essudati lipidici possono alterare la funzione maculare. I sintomi tardivi sono una diminuzione generalizzata del visus provocata da edema maculare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\">L&#8217;edema maculare \u00e8 una causa comune di alterazione visiva nei diabetici e si manifesta con la comparsa di essudati molli (microinfarti causati da ridotta perfusione retinica) ed essudati duri che invece sono provocati da un edema cronico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La <strong>retinopatia proliferante<\/strong> \u00e8 caratterizzata da un&#8217;anomala formazione di neovasi che cresce sulla superficie del vitreo e si estende nella sua cavit\u00e0.<br \/>\nIn casi avanzati ci\u00f2 pu\u00f2 provocare un distacco di retina trazionale mentre dai\u00a0neovasi possono originare emorragie vitreali. Questa forma di retinopatia ha diagnosi molto infausta perch\u00e9 il 70% degli occhi colpiti e non trattati diventa cieco entro cinque anni dai primi sintomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La <strong>maculopatia essudativa<\/strong>, invece \u00e8 meno grave della precedente anche se pu\u00f2 ugualmente condurre ad una notevole riduzione dell&#8217;acuit\u00e0 visiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La fotocoagulazione panretinica pu\u00f2 diminuire la retinopatia proliferante e la neovascolarizzazione iridea. La fotocoagulazione precoce riduce il rischio di sviluppo del glaucoma neovascolare. In molti casi di emorragie vitreali pu\u00f2 essere utile la vitrectomia.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-miopica.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6161\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-miopica-300x237.jpg\" alt=\"Retinopatia miopica\" width=\"300\" height=\"237\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retinopatia miopica<\/h3>\n<p>Patologia retinica\u00a0tipica dei bulbi affette da miopia elevata. La gravit\u00e0 delle alterazioni retiniche aumenta all&#8217;aumentare del difetto refrattivo ed \u00e8 causata\u00a0dal maggiore allungamento\u00a0dell\u2019occhio miopico rispetto alla norma (26 mm).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 provoca una serie di alterazioni anatomiche e la retina subisce degli stiramenti o delle lesioni periferiche come piccoli fori perch\u00e9 non riesce ad adattarsi bene allungamento del bulbo, pertanto il tessuto retinico rimane meno irrorato dai vasi sanguigni.<br \/>\nQuesta condizione provoca l\u2019assottigliamento di uno strato della retina (epitelio pigmentato) che va incontro a piccole rotture. Nei casi gravi si arriva alla scomparsa dell\u2019epitelio pigmentato retinico e la presenza dei fori provoca il distacco della membrana retinica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa patologia inizia in et\u00e0 giovanile e pu\u00f2 progredire nel tempo.\u00a0Non esiste una terapia medica per la retinopatia miopica ma si possono curare le sue complicazioni (rotture, fori e aree di maggior assottigliamento retinico).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La retinopatia miopica pu\u00f2 comportare una minorazione visiva rilevante a causa delle sue complicazioni come la neovascolarizzazione coroideale, (CNV) che pu\u00f2 avere un&#8217;evoluzione lenta e dopo un brusco peggioramento si pu\u00f2 assistere ad un miglioramento dell&#8217;acuit\u00e0 visiva dovuto alla riduzione dei fenomeni emorragici ed essudativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando la CNV va incontro a cicatrizzazione si pu\u00f2 formare\u00a0uno scotoma che con il tempo pu\u00f2 allargarsi, con conseguente diminuzione della vista sino alla cecit\u00e0 legale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altra causa di minorazione visiva pu\u00f2 essere lo stafiloma miopico, generalmente presente in giovane et\u00e0, la cui gravit\u00e0 pu\u00f2 aumentare negli anni: quando lo stafiloma \u00e8 centrale, infatti, nel 50% dei casi il paziente diventa legalmente cieco solo dopo i 60 anni.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-pigmentosa.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6162\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-pigmentosa-300x220.jpg\" alt=\"Retinopatia pigmentosa\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-pigmentosa-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Retinopatia-pigmentosa.jpg 380w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retinopatia pigmentosa<\/h3>\n<p align=\"LEFT\">Gruppo di patologie che si manifestano con cecit\u00e0 notturna e riduzione concentrica del campo visivo periferico, sintomi associati a fotofobia ed abbagliamento.\u00a0La patologia \u00e8 bilaterale, lentamente progressiva e\u00a0colpisce i bastoncelli provocando un deficit visivo notturno che pu\u00f2 diventare sintomatico gi\u00e0 nella prima infanzia.\u00a0Si tratta di un gruppo di patologie prettamente oculari ma alcune forme rare hanno importanti associazioni sistemiche.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La retinite puramente oculare presenta ereditariet\u00e0 ben definita nel 50% dei casi con dominanza recessiva legata al sesso.\u00a0Si manifesta\u00a0con uno scotoma anulare nella media periferia della retina che si estende gradualmente, tanto da ridurre ed alla fine impedire la visione centrale, consentendo solo quella periferica.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Le manifestazioni successive possono comprendere opacit\u00e0 degenerative del vitreo, cataratta e miopia. Si pu\u00f2 associare ad ipoacusia congenita.<br \/>\nAd oggi, nessuna terapia \u00e8 in grado di arrestare\u00a0l&#8217;evoluzione della degenerazione retinica pigmentosa.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Cavitanoftalmica1.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6415\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Cavitanoftalmica1-300x107.jpg\" alt=\"Cavitanoftalmica\" width=\"300\" height=\"107\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Cavitanoftalmica1-300x107.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Cavitanoftalmica1-1024x365.jpg 1024w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Cavitanoftalmica1.jpg 1147w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Retrazione cavitaria (cavit\u00e0 contratta)<\/h3>\n<p align=\"LEFT\">La cavit\u00e0 anoftalmica adatta ad accogliere la protesi oculare deve avere i seguenti requisiti:<\/p>\n<ul>\n<li>Fornice inferiore adeguatamente ampio<\/li>\n<li>Palpebra inferiore isotonica<\/li>\n<li>Fornice superiore ampio<\/li>\n<li>Palpebra superiore con completa escursione del movimento<\/li>\n<li>Assenza di briglie cicatriziali<\/li>\n<li>Sacco congiuntivale liscio e trofico<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando non esistono questi presupposti si ha a che fare con una\u00a0cavit\u00e0 contratta, che presenta cio\u00e8 un deficit relativo o assoluto per l&#8217;accoglimento della protesi. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere\u00a0nei casi in cui la perdita del bulbo sia secondaria ad un trauma, all&#8217;uso di protesi inadatte che hanno leso progressivamente i tessuti, agli effetti della radioterapia o a patologie che hanno compromesso la qualit\u00e0 e la funzionalit\u00e0 dei tessuti orbitari o degli annessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il trattamento chirurgico della cavit\u00e0 contratta \u00e8 uno dei pi\u00f9 difficili problemi della chirurgia ricostruttiva e si basa generalmente sul posizionamento di un innesto che sostituisca il tessuto andato perduto. Qualsiasi tipo di innesto venga utilizzato, \u00e8 indispensabile che il protesista sia in grado di realizzare una protesi su misura subito dopo l&#8217;intervento, non appena il conformatore post-operatorio viene rimosso. La presenza della protesi e l&#8217;azione dinamica della chiusura della palpebra sopra di essa, prevengono infatti la contrazione dell&#8217;innesto aumentando le possibilit\u00e0 di riuscita dell&#8217;intervento.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbS\u00bb tab_id=\u00bb1438871244566-17-9&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/scotoma-absolut.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6165\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/scotoma-absolut-300x225.jpg\" alt=\"scotoma-absolut\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Scotoma<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riduzione della sensibilit\u00e0 retinica (<strong>scotoma relativo<\/strong>) o sua scomparsa (<strong>scotoma assoluto<\/strong>) per cui le immagini non si percepiscono pi\u00f9 in alcune aree della retina. In particolare, in presenza di uno scotoma assoluto ogni percezione visiva \u00e8 perduta, mentre con uno scotoma relativo si perde la percezione cromatica (alcuni o tutti i colori ad eccezione del bianco).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo\u00a0scotoma \u00e8 chiamato negativo\u00a0quando non si percepiscono, del tutto o in parte, gli oggetti fissati a causa di una macchia scura. Spesso non viene notato dal paziente se non interferisce con la visione centrale. Al contrario \u00e8 detto positivo quando si percepisce una macchia a luminosit\u00e0 intermittente e di colore variabile che si proietta sugli oggetti fissati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli scotomi negativi possono anche derivare da una patologia del nervo ottico (glaucoma, neurite ottica o neuropatia ottica ischemica). Uno scotoma bilaterale\u00a0\u00e8 di solito dovuto ad una lesione delle vie ottiche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se le lesioni sono permanenti (come lesioni delle vie ottiche e del tessuto retinico) non esiste una terapia risolutiva: quando la causa riguarda le cellule nervose, ad esempio nel caso di glaucoma e otticopatie, generalmente la capacit\u00e0 visiva dell&#8217;area interessata \u00e8 definitivamente compromessa.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Simblefaron.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6173\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Simblefaron-300x219.jpg\" alt=\"Simblefaron\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Simblefaron-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Simblefaron.jpg 432w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Simblefaron<\/h3>\n<p>Aderenze tra la congiuntiva tarsale e la congiuntiva bulbare di natura congenita o pi\u00f9 frequentemente, conseguente ad eventi accidentali (traumi o causticazioni) o patologie della superficie oculare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E opportuno applicare un apposito conformatore che evitando il contatto tra le parti, favorisca la ricrescita della congiuntiva palpebrale. La congiuntiva bulbare, invece, pu\u00f2 essere ripristinata solo chirurgicamente.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-cavit\u00e0-vuota.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6166\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-cavit\u00e0-vuota-300x125.jpg\" alt=\"Sindrome cavit\u00e0 vuota\" width=\"300\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-cavit\u00e0-vuota-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-cavit\u00e0-vuota-762x320.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-cavit\u00e0-vuota.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome della cavit\u00e0 anoftalmica (Anophthalmic socket syndrome)<\/h3>\n<p>\u00c8\u00a0un insieme di sintomi che possono esser presenti in pazienti che hanno subito l&#8217;enucleazione o eviscerazione del bulbo. In un significativo numero di pazienti si sviluppano le seguenti anomalie:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Enoftalmo<\/strong> (50%)<\/li>\n<li><strong>Depressione\u00a0del solco palpebrale superiore<\/strong> (50%)<\/li>\n<li><strong>Pseudoptosi della palpebra superiore<\/strong> (20%)<\/li>\n<li><strong>Lassit\u00e0 della palpebra inferiore<\/strong> (70%)<\/li>\n<li><strong>Ectropion della palpebra inferiore<\/strong> (raramente)<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sua patogenesi \u00e8 complessa e si basa essenzialmente sul deficit di volume orbitario provocato essenzialmente dalla perdita del bulbo ed anche dal riassorbimento post-chirurgico del tessuto adiposo che riveste l&#8217;orbita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0possibile ottenere buoni risultati estetici e funzionali con una chirurgia mirata a ripristinare il volume orbitario\u00a0tramite innesto dermoadiposo od anche un semplice impianto acrilico nella capsula di Tenone.\u00a0Con l\u2019inserimento di un impianto\u00a0orbitario al momento dell\u2019intervento (impianto primario) o in un momento successivo (impianto secondario) si possono correggere in parte questi deficit estetici.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-occhio-secco.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6169\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-occhio-secco-300x154.jpg\" alt=\"Sindrome-occhio-secco\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-occhio-secco-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-occhio-secco.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome dell&#8217;Occhio Secco<\/h3>\n<p>E&#8217; un\u2019alterazione del meccanismo che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale che colpisce in maggioranza le persone tra i 40 e i 60 anni con maggiore incidenza\u00a0di sesso femminile (probabilmente a causa degli squilibri ormonali che avvengono durante la menopausa).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si alterano la quantit\u00e0 o la qualit\u00e0 delle lacrime la superficie corneale tende a seccarsi poich\u00e9 si riduce o viene a mancare del tutto il film lacrimale e la superficie oculare esterna non risulta pi\u00f9 lubrificata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I sintomi tipici\u00a0sono bruciore, sensazione di corpo estraneo, arrossamento oculare e fotofobia, al risveglio anche difficolt\u00e0 di apertura delle palpebre e annebbiamento visivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le cause possono essere patologiche come blefariti e congiuntiviti (anche allergiche) ed anche deficit di vitamina A (ipovitaminosi) che provoca\u00a0la diminuzione del numero di cellule caliciformi che producono lo strato mucoso del film lacrimale.<br \/>\nUn&#8217;altra causa pu\u00f2 essere l\u2019alterazione della dinamica palpebrale (ammiccamento) nel caso di paresi del muscolo facciale, nell\u2019esoftalmo da ipertiroidismo o in seguito a traumi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;occhio secco pu\u00f2 essere anche sintomo di una patologia sistemica\u00a0autoimmune come l\u2019artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia o la sindrome di Sj\u00f6gren.<br \/>\nAltri fattori di rischio sono lo smog, il fumo di sigaretta, l\u2019esposizione eccessiva all\u2019aria condizionata o all\u2019aria calda e l\u2019utilizzo prolungato del videoterminale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I sintomi di questo disturbo sono attenuati da terapie che prevedono la protezione della superficie oculare mediante\u00a0lacrime artificiali o gel lubrificanti. Ovviamente la riduzione dei sintomi avviene soltanto per breve tempo e quindi la terapia \u00e8 prettamente palliativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gel oculare per\u00f2 ha un&#8217;azione umettante\u00a0pi\u00f9 prolungata e rimanendo a contatto pi\u00f9 a lungo con la superficie oculare, soprattutto durante la notte e grazie alle sue propriet\u00e0 fisiche, si lega alle lacrime formando un film lubrificante particolarmente resistente.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Behcet.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6223\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Behcet-300x201.jpg\" alt=\"Sindrome Behcet\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Behcet-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Behcet.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome di Behcet<\/h3>\n<p>E&#8217; una patologia rara, cronica, caratterizzata da una infiammazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo. Oltre a causare ulcere orali e genitali ricorrenti e lesioni oculari, pu\u00f2 causare anche vari tipi di lesioni cutanee, artrite, tromboflebiti, infiammazione dell\u2019intestino e del sistema nervoso centrale. La causa comune di queste lesioni \u00e8 una infiammazione dei vasi arteriosi e venosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le cause della malattia non sono note. Non \u00e8 una malattia infettiva o contagiosa, n\u00e9 la trasmissione avviene per via sessuale ed \u00e8\u00a0caratterizzata negli anni da periodi di remissione e riacutizzazione. I sintomi possono durare alcuni giorni o settimane, o possono persistere per mesi o anni. Provoca diversi livelli di disabilit\u00e0 che interferiscono con la qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;apparato oculare \u00e8 colpito dalla formazione di uveite\u00a0anteriore e\/o posteriore con l\u2019ineteressamento retinico (vasculite) ed \u00e8 la lesione pi\u00f9 grave poich\u00e9 determina la formazione di cicatrici retiniche. I sintomi sono quelli tipici delle iridocicliti acute, cio\u00e8\u00a0perdita o annebbiamento della vista e dolore all&#8217;interno dell\u2019occhio.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Morbo-di-Coats01.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6410\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Morbo-di-Coats01-300x218.jpg\" alt=\"Morbo di Coats01\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Morbo-di-Coats01-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Morbo-di-Coats01-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Morbo-di-Coats01.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome di Coats<\/h3>\n<p>E&#8217; una sindrome molto rara (un caso su ogni 30.000 nascite), di natura idiopatica, non ereditaria, caratterizzata da uno sviluppo abnorme dei vasi sanguigni della retina (telangiectasie) e dalla presenza di essudati intra e sotto retinei. Generalmente \u00e8 monolaterale e colpisce prevalentemente i bambini di sesso maschile, con un picco di incidenza compreso tra 1 e 8 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La patologia \u00e8 caratterizzata dall\u2019associazione di amiotrofia facio-scapolo-omerale, teleangectasie retiniche e sordit\u00e0 mono o bilaterale di tipo sensoriale. La miopatia esordisce nell\u2019infanzia e progredisce rapidamente fino alla perdita della deambulazione.\u00a0Negli stadi avanzati, la malattia provoca distacco totale della retina, leucocoria, glaucoma doloroso secondario ad angolo chiuso ed \u00e8 difficilmente differenziabile dal retinoblastoma.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Goldenhar.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9594 size-medium\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Goldenhar-232x300.jpg\" alt=\"Sindrome Goldenhar\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Goldenhar-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-Goldenhar.jpg 551w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome di Goldenhar<\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche nota come displasia oculo-auricolo-vertebrale o microsomia emifacciale, \u00e8<\/span>\u00a0una sindrome polimalformativa caratterizzata da <strong>anomalie<\/strong> <strong>oculari<\/strong>, <strong>microtia<\/strong> uni o bilaterale, ipoplasia mandibolare, microsomia emifacciale, anomalie del cavo orale, anomalie dell&#8217;apparato respiratorio, anomalie genito-urinarie, anomalie cardiache, anomalie del sistema nervoso, anomalie scheletriche vertebrali e anomalie cranio-facciali.<\/p>\n<p>Ha una frequenza variabile da 1\/3500 a 1\/26000 nati ed interessa pi\u00f9 spesso l\u2019emifaccia dx (dx\/sx=3\/2) ed il sesso maschile (m\/f=3\/2). L&#8217;eziologia \u00e8 sconosciuta sono stati proposti fattori genetici e ambientali come agenti causali. Sebbene nella maggior parte dei casi sia sporadica, sono state descritte sia le modalit\u00e0 di trasmissione autosomica recessiva sia quella autosomica dominante.<\/p>\n<p>Le manifestazioni tipiche della sindrome sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Ipoplasia mandibolare-microsomia emifacciale:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sottosviluppo dei tessuti di una parte del viso, della mandibola inferiore e superiore. Il mento tende ad inclinarsi verso quel lato. Il tessuto della guancia \u00e8 spesso sottosviluppato e unitamente al problema mandibolare crea un&#8217;asimmetria del viso. Anomalia del condilo e conseguenti problemi dentali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Microtia uni o bilaterale:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Residui cartilaginei nella sede preauricolare e assenza o malformazione del padiglione auricolare, presenza di appendici pre-auricolari, stenosi-atresia del condotto uditivo, sordit\u00e0 trasmissiva o neurosensoriale, deficit dell\u2019udito per lesione sia dell\u2019orecchio medio che interno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Anomalie oculari<\/strong>:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cisti dermoide epibulbare, dermoide sub congiuntivale o orbitale anteriore, coloboma della palpebra superiore, blefaroptosi, anomalia del sistema lacrimale, tumori epibulbari, micro-anoftalmia, anomalia della retina, strabismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Anomalie scheletriche vertebrali ed anomalie cranio-facciali:<\/li>\n<\/ul>\n<p>emispondili ed emivertebre a livello lombare, toracico dorsale e cervicale, scoliosi, occipitalizzazione dell\u2019atlante, spina bifida. Malformazioni del cranio dalla parte colpita, <strong>microrbitismo<\/strong>, zigomo ed osso temporale pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Anomalie del cavo orale:<\/li>\n<\/ul>\n<p>macrostomia, fistole tracheo-esofagee, atresia esofagea, malformazioni strutturali e funzionali di faringe e laringe che possono contribuire ad incrementare il rischio di ostruzione delle vie aeree, di menomazione della comunicazione e di mobilit\u00e0. Labbro leporino, labio palato schisi, palato ogivale. La sindrome pu\u00f2 causare una grave apnea ostruttiva del sonno che se non trattata causa ritardo di crescita e mentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Altre anomalie:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anomalie renali e genito-urinarie (ectopia del testicolo, criptorchidismo), anomalie cardiache (Tetralogia di Fallot, difetto del setto interventricolare, costrizione dell\u2019aorta), anomalie del sistema nervoso e cerebrali (ipoplasia del ponte encefalico, agenesia del corpo calloso, idrocefalo, microcefalo, encefalocele, nel 5%-15% dei casi ritardo mentale), anomalie dell&#8217;apparato respiratorio (ad alcuni bambini \u00e8 stata praticata tracheotomia poco dopo la nascita. In alcuni casi la mandibola era cos\u00ec malformata che la lingua ostruiva il respiro durante il sonno).[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-marfan.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6225\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-marfan-300x245.jpg\" alt=\"Sindrome marfan\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-marfan-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Sindrome-marfan.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sindrome di Marfan<\/h3>\n<p>E&#8217; una grave condizione medica classificata come disturbo ereditario del tessuto connettivo che in primo luogo colpisce le ossa ed i legamenti (sistema scheletrico), gli occhi, i polmoni ma soprattutto il cuore ed il sistema cardiovascolare che presenta i rischi maggiori per la sopravvivenza del paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ossa e i legamenti vengono colpiti in diverse maniere. Un individuo affetto sar\u00e0 alto, magro e dalle articolazioni sciolte e flessibili. Braccia, gambe e dita possono essere sproporzionatamente lunghe in confronto al tronco. La flessibilit\u00e0 si estende ai piedi che spesso sono piatti. La curvatura spinale \u00e8 diffusa e pu\u00f2 divenire abbastanza seria se non trattata. Le ossa del torace possono o avere una protuberanza (detta comunemente torace carenato)\u00a0o incavato (<i>pectus incavatum<\/i>) dovuto ad un sovrasviluppo delle costole. Il palato \u00e8 generalmente molto arcuato ed i denti sono storti.\u00a0Il volto pu\u00f2 apparire lungo e stretto in confronto con la forma generale del corpo. 1 bambini hanno spesso uno sguardo profondo e sembrano pi\u00f9 grandi rispetto al loro fratelli e sorelle della stessa et\u00e0 non affetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cristallino dislocato (ectopia lentis) in circa il 75% degli affetti dalla sindrome. La dislocazione dei cristallini \u00e8 per questo un importante segnale che la sindrome di Marfan \u00e8 presente. Generalmente la dislocazione del cristallino appare sin dalla prima infanzia\u00a0e sembra mai\u00a0oltre gli 11 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altra disfunzione comune a livello oculare \u00e8 la miopia. L&#8217; indebolimento della vista pu\u00f2 essere blando o abbastanza grave ed indipendente dalla presenza di dislocamento del cristallino. Fori o lacerazioni della retina sono infrequenti e cos\u00ec pure il rischio di distacco.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/sinechie.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6170\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/sinechie-300x225.jpg\" alt=\"sinechie\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/sinechie-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/sinechie.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sinechie<\/h3>\n<p>Aderenze che si formano tra l&#8217;iride e le altre strutture della camera anteriore dell&#8217;occhio in seguito a processi infiammatori che coinvolgono l&#8217;iride. Le sinechie anteriori si evidenziano tra l&#8217;iride e la superficie posteriore della cornea, provocano spesso la formazione di opacit\u00e0 corneali nella zona di contatto tra le due superfici e occlusione dell&#8217;angolo camerulare, con conseguente aumento della pressione oculare.<br \/>\nLe sinechie inoltre possono portare alla deformazione del forame pupillare che pu\u00f2 presentarsi stirato in varie direzioni e generare disturbi visivi e abbagliamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se queste ultime si estendono a 360\u00b0 si pu\u00f2 determinare un&#8217;occlusione del forame pupillare che impedisce all&#8217;umore acqueo di essere drenato correttamente, provocando quindi l&#8217;insorgenza di un glaucoma acuto secondario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sinechie posteriori invece si localizzano tra la parte posteriore dell&#8217;iride e la faccia anteriore del cristallino, provocando spesso cataratta o glaucoma da occlusione della pupilla.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Strabismo.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6176\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Strabismo-300x151.jpg\" alt=\"Strabismo\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Strabismo-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Strabismo.jpg 346w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Strabismo<\/h3>\n<p>Patologia che consiste nella condizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati. Ci\u00f2 pu\u00f2 comportare diplopia se insorge in et\u00e0 adulta, quando invece \u00e8 congenito il cervello del\u00a0bambino esclude spontaneamente l\u2019occhio deviato proprio per evitare la visione doppia: l\u2019occhio non utilizzato in questo caso si definisce \u00abambliope\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In base alla direzione della deviazione dell&#8217;orientamento lo strabismo pu\u00f2 essere convergente (verso l&#8217;interno), divergente (verso l&#8217;esterno) o verticale (verso l&#8217;alto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo <strong>strabismo convergente<\/strong> pu\u00f2 essere di tipo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Anisometropico<\/strong>: quando un occhio ha un deficit visivo molto pi\u00f9 forte dell&#8217;altro e le due immagini non possono essere fuse in una unica a livello cerebrale.<\/li>\n<li><strong>Accomodativo<\/strong>: generalmente presente in soggetti fortemente ipermetropi e rilevabile con facilit\u00e0 nei bambini che iniziano a leggere e scrivere costantemente.<\/li>\n<li><strong>Paralitico<\/strong>: in seguito a paresi intervenute nei primi anni di vita, anche se poi scomparse, oppure dopo un trauma, una malattia infettiva o un&#8217;anomalia di sviluppo (per esempio un trauma ostetrico).<\/li>\n<li><strong>Ereditario<\/strong>: oltre il 50% degli strabismi sono ereditari e consiste in un&#8217;alterazione dello sviluppo delle vie di associazione fra i nuclei dei nervi oculomotori e la corteccia cerebrale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo <strong>strabismo divergente<\/strong>, molto meno frequente e riscontrabile soprattutto nel bambino in et\u00e0 scolare e nell&#8217;adulto. A differenza di quello convergente si manifesta spesso in modo intermittente e varia secondo che il soggetto guardi lontano o vicino. Pu\u00f2 essere:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Del miope elevato: molto frequente, \u00e8 tipico appunto di chi \u00e8 affetto da forte miopia.<\/li>\n<li>Da ambliopia: di eziologia simile a quello anisometropico.<\/li>\n<li>Di origine centrale: per assenza di convergenza dello sguardo o eccesso di divergenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo strabismo verticale, invece, \u00e8 generalmente associato ad una deviazione orizzontale ed \u00e8 spesso causato da paralisi di origine ostetrica o neonatale.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Subatrofia.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6177\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Subatrofia-300x121.jpg\" alt=\"Subatrofia\" width=\"300\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Subatrofia-300x121.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Subatrofia.jpg 707w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Subatrofia (Ftisi) del bulbo<\/h3>\n<p>Riduzione patologica del volume del bulbo causata dall&#8217;interruzione del flusso ematico o dalla perdita di sostanza interna. Il bulbo pu\u00f2 diventare atrofico in seguito a postumi di un trauma, di una ferita perforante o in seguito a patologie come emorragia retinica, panoftalmite od altri processi infettivi. L\u2019occhio subatrofico \u00e8 quasi sempre non vedente ma spesso non \u00e8 in quiete e provoca dolore ed infiammazione continua.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbT\u00bb tab_id=\u00bb1438871251911-18-4&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxocariasi.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6191\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxocariasi-300x240.jpg\" alt=\"Toxocariasi\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxocariasi-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxocariasi.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Toxocariasi<\/h3>\n<p>Patologia causata dalla toxocara, un nematode parassita che risiede nel piccolo intestino di cani, gatti e carnivori selvatici e he produce ogni giorno centinaia di uova dove gli\u00a0embrioni maturano e raggiungono lo stadio larvale infettivo. La prevalenza delle uova di Toxocara nel suolo \u00e8 correlata al numero di cani presenti in quella zona ed a fattori climatici del luogo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019infezione umana \u00e8 dovuta all\u2019accidentale ingestione di uova infette\u00a0e la trasmissione pu\u00f2 avvenire mediante l\u2019ingestione di cibo contaminato o di terra, per cui i bambini di et\u00e0 inferiore ai 10 anni sono pi\u00f9 soggetti ad entrambi i tipi di infezione per la vicinanza con il terreno\u00a0e per il pi\u00f9 frequente contatto con cuccioli di cane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019infezione umana pu\u00f2 presentarsi in maniera asintomatica, simile ad un&#8217;infezione virale e l&#8217;incidenza della toxocariasi oculare \u00e8 anch&#8217;essa\u00a0pi\u00f9 frequente nei bambini e costituisce l&#8217;1-2% delle uveiti in questo gruppo d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>La Toxocara pu\u00f2 essere considerata come un possibile agente causale delle uveiti posteriori e di quelle diffuse infantili, l&#8217;et\u00e0 media dei pazienti alla diagnosi di toxocariasi oculare \u00e8 infatti di 7,5 anni e l\u201980% dei pazienti presentano un\u2019et\u00e0 inferiore ai 16 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possono essere riscontrate tre differenti manifestazioni oculari: l&#8217;endoftalmite cronica, il granuloma posteriore e il granuloma periferico.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxoplasmosi.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6182\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxoplasmosi-300x245.jpg\" alt=\"Toxoplasmosi\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxoplasmosi-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxoplasmosi-762x626.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Toxoplasmosi.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Toxoplasmosi<\/h3>\n<p>Patologia spesso\u00a0congenita causata dal protozoo\u00a0Toxoplasma Gondii presente nelle feci degli uccelli e dei mammiferi come il gatto, nei rettili, nei molluschi ma rilevabile anche nella carne cruda e nelle verdure non lavate accuratamente. Il parassita predilige il tessuto nervoso e pu\u00f2 attraversare la placenta durante l&#8217;infezione della madre,\u00a0provocando in determinate circostanze malformazioni o addirittura l&#8217;aborto o la morte in utero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>toxoplasmosi primaria<\/strong> pu\u00f2 essere complicata da sintomi gravi come\u00a0la\u00a0corioretinite oltre a sintomi attribuibili a una malattia autoimmune. Quest&#8217;ultima eventualit\u00e0 \u00e8 frequente nei malati di Aids o nei soggetti trapiantati, per i quali spesso l\u2019evoluzione \u00e8 drammatica perch\u00e9 la risposta alla terapia \u00e8 insufficiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>toxoplasmosi acquisita<\/strong> \u00e8 un&#8217;infezione primaria contratta sia con l&#8217;ingestione di ovocisti tramite cibo (carni bovine e suinem crude o non sufficientemente cotte, verdure crude non lavate), sia pi\u00f9 raramente per ingestione a seguito del contatto con oggetti, terreno o altro materiale contaminato dalle ovocisti di toxoplasma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;infezione decorre generalmente in forma asintomatica o con sintomi lievi caratterizzati da interessamento linfoghiandolare.\u00a0L&#8217;interessamento oftalmico della toxoplasmosi provoca l&#8217;uveite posteriore infettiva con possibili formazioni di cicatrici a livello retinico ma l&#8217;infezione pu\u00f2 causare anche gravi patologie come calcificazioni endocraniche, idrocefalo, ritardo mentale ed epilessia.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Tracoma.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6192\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Tracoma-300x201.jpg\" alt=\"Tracoma\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Tracoma-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Tracoma.jpg 473w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Tracoma<\/h3>\n<p>Grave patologia\u00a0oculare dovuta all&#8217;infezione provocata dal batterio\u00a0<em>Chlamydia Tracomatis<\/em>. I primi sintomi si manifestano con arrossamento, fotofobia, forte bruciore, lacrimazione ed edema palpebrale. Segno tipico di questa patologia \u00e8\u00a0la palpebra rivolta verso l&#8217;interno che si salda alla congiuntiva\u00a0(entropion cicatriziale) e con essa la trichiasi delle ciglia ed il lagoftalmo, cui conseguono cicatrici corneali\u00a0fino alla formazione del panno corneale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019infezione si trasmette attraverso secrezioni oculari infette oppure indirettamente in seguito a contatto con materiale contaminato ma anche le mosche che si nutrono di secrezioni oculari possono trasmettere la malattia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tracoma \u00e8 la principale causa di cecit\u00e0 tra le malattie contagiose ed \u00e8 endemico in alcune zone dell&#8217;Africa, del Medio Oriente, dell&#8217;India e del Sud-Est asiatico, prediligendo\u00a0i bambini nei primi due anni di vitae di conseguenza le donne, giustificando l\u2019incidenza due o tre volte pi\u00f9 alta della forma pi\u00f9 grave cicatriziale nel sesso femminile rispetto a quello maschile.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trichiasi.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6178\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trichiasi-300x186.jpg\" alt=\"Trichiasi\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trichiasi-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trichiasi.jpg 379w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Trichiasi<\/h3>\n<p>Patologia delle ciglia che deviano dal loro percorso naturale e crescono in direzione del bulbo, venendo a contatto con la cornea e abradendola. Spesso associata all&#8217;entropion, si riscontra anche nelle patologie\u00a0palpebrali croniche ed in seguito a traumi od esiti cicatriziali.\u00a0La trichiasi che nella sua fase matura \u00e8 molto dolorosa, deve essere corretta chirurgicamente perch\u00e9 a lungo andare pu\u00f2 causare danni corneali irreversibili.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trombosi-retinica.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6179\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trombosi-retinica-300x271.jpg\" alt=\"Trombosi retinica\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trombosi-retinica-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Trombosi-retinica.jpg 378w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Trombosi retinica (occlusione arteriosa retinica)<\/h3>\n<p>Patologia vascolare che consiste nell&#8217;occlusione dell&#8217;arteria centrale retinica e che pu\u00f2 provocare in pochi minuti lesioni irreversibili alla funzione visiva.\u00a0L&#8217;occlusione pu\u00f2 essere dovuta a embolia (placche arterosclerotiche disseminate, endocardite, emboli grassosi) oppure a trombosi di un&#8217;arteria centrale sclerotica.\u00a0Un&#8217;altra importante causa \u00e8 l&#8217;arterite cranica. L&#8217;occlusione di un ramo dell&#8217;arteria retinica \u00e8 quasi sempre di origine embolica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; imperativo il trattamento immediato e\u00a0se l&#8217;occlusione\u00a0non viene rapidamente rimossa si verifica un infarto retinico e ne pu\u00f2 conseguire la cecit\u00e0 permanente, determinando anche frequentemente la tisi del bulbo che in seguito al mancato afflusso sanguigno entra in una condizione di ipotonia\u00a0e si atrofizza.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbU\u00bb tab_id=\u00bb1438871263421-19-6&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6208\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-infetta.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6208\" class=\" wp-image-6208\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-infetta-300x225.jpg\" alt=\"Ulcera batterica\" width=\"265\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-infetta-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-infetta-762x576.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-infetta.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6208\" class=\"wp-caption-text\">Ulcera batterica<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_6209\" style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-neovascolare.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6209\" class=\" wp-image-6209\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-neovascolare-300x225.jpg\" alt=\"Neovasi cicatriziali\" width=\"268\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-neovascolare-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-neovascolare.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6209\" class=\"wp-caption-text\">Neovasi cicatriziali<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_6210\" style=\"width: 283px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-terminale.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6210\" class=\" wp-image-6210\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-terminale-300x197.jpg\" alt=\"Ulcera infetta\" width=\"273\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-terminale-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ulcera-terminale.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6210\" class=\"wp-caption-text\">Ulcera infetta<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Ulcera corneale<\/h3>\n<p>Lesione della cornea\u00a0in seguito ad un processo infettivo: assume l\u2019aspetto di un piccolo cratere con necrosi locale del tessuto corneale, dovuta all&#8217;invasione da parte di batteri, funghi, virus o Acanthamoeba. Se trascurata pu\u00f2 mettere in pericolo le altre strutture oculari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>ulcera corneale batterica<\/strong>\u00a0\u00e8\u00a0provocata pi\u00f9 frequentemente da\u00a0<em>Stafilococco, Pseudomonas,\u00a0<\/em>o\u00a0<em>Streptococcus pneumoniae.\u00a0<\/em>L&#8217;infezione \u00e8\u00a0causata spesso dall&#8217;uso delle lenti a contatto durante il sonno, dalla loro inadeguata sterilizzazione ma anche da un trauma corneale oppure da un corpo estraneo corneale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;ulcera corneale pu\u00f2 anche essere la\u00a0complicanza di una cheratite neurotrofica, blefarite cronica, congiuntivite (specialmente batterica), tracoma, cheratopatia bollosa e pemfigoide cicatriziale.\u00a0Pu\u00f2 essere anche la conseguenza di alterazioni del trofismo corneale secondarie a <strong>carenza di vitamina\u00a0A<\/strong> o di malnutrizione proteica ed ancora da anomalie palpebrali come l&#8217;entropion, la trichiasi, il lagoftalmo e l&#8217;esoftalmo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;ulcera causate da <strong>funghi<\/strong> che sono pi\u00f9 croniche rispetto a quelle batteriche, si infiltrano profondamente e possono presentare alla periferia distinte zone di infiltrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ulcere corneali provocate da\u00a0<em><strong>Acanthamoeba<\/strong>, invece,\u00a0<\/em>sono molto dolorose e possono manifestarsi con difetti transitori dell&#8217;epitelio corneale, multipli infiltrati stromali e successivamente con un unico infiltrato opaco anulare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>ulcera erpetica (o dendritica)<\/strong> \u00e8 provocata dal virus Herpes Simplex o Varicella Zoster in soggetti che hanno subito una prima infezione precedentemente con o senza manifestazioni di herpes labiale o palpebrale.\u00a0\u00c8 di norma monolaterale, ha tendenza recidivante e pu\u00f2 anche essere concomitante a rash cutaneo di origine erpetica.\u00a0Questo tipo di ulcera\u00a0associata a cheratite da herpes simplex \u00e8 molto pericolosa perch\u00e9 pu\u00f2 essere particolarmente refrattaria a qualsiasi trattamento terapeutico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I sintomi tipici dell&#8217;ulcera corneale sono il\u00a0dolore, senso di corpo estraneo, fotofobia e lacrimazione ma inizialmente possono essere minimi e facilmente sottovalutati.\u00a0L&#8217;ulcera corneale si manifesta inizialmente come opacit\u00e0 superficiale grigiastra e circoscritta e in seguito va incontro a necrosi e suppurazione provocando un&#8217;ulcerazione escavata. \u00c8 presente un difetto dell&#8217;epitelio corneale superficiale che si colora di verde con fluoresceina. \u00c8 frequente un&#8217;accentuata iperemia perilimbare e nei casi cronici dal limbus si formano dei neovasi\u00a0che si dirigono verso l&#8217;ulcerazione (neovascolarizzazione corneale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;ulcera si pu\u00f2 estendere fino a coinvolgere tutta la superficie corneale o pu\u00f2 penetrare in profondit\u00e0 nella camera anteriore dove pu\u00f2 comparire un ipopion.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le complicanze sono in diretta relazione con la profondit\u00e0 dell&#8217;ulcera: pi\u00f9 questa \u00e8 profonda, pi\u00f9 sono gravi. Le ulcere corneali guariscono con formazione di tessuto cicatriziale che causa opacizzazione della cornea e diminuzione del visus. Si possono verificare, con o senza trattamento, irite, iridociclite, perforazione corneale con prolasso dell&#8217;iride, ipopion, panoftalmite e perdita dell&#8217;occhio.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ustione-chimica.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6213\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ustione-chimica-300x225.jpg\" alt=\"Ustione chimica\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ustione-chimica-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ustione-chimica.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Ustione chimica<\/h3>\n<p>Le causticazioni o ustioni chimiche provocano gravi reazioni tossiche del bulbo. Quelle associate ad un&#8217;alterazione del PH possono indurre danni permanenti come risultato del contatto con l&#8217;agente chimico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le lesioni dovute ad ammoniaca ed altre sostanze alcaline sono le pi\u00f9 gravi per la loro rapida diffusione endobulbare che spesso in pochi minuti causano danni oculari permanenti\u00a0come ulcere profonde con perdita di epitelio corneale e successiva necrosi della congiuntiva.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/uveite1.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6195\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/uveite1-300x196.jpg\" alt=\"uveite\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/uveite1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/uveite1.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Uveite<\/h3>\n<p>Patologia oculare dovuta ad un processo infiammatorio che interessa l&#8217;uvea, membrana\u00a0costituita da iride,\u00a0corpo ciliare e coroide.\u00a0In rapporto alla zona del bulbo dove ha origine\u00a0l&#8217;uveite pu\u00f2 essere:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Anteriore o Irido-ciclite<\/strong> (interessa iride e corpo ciliare)<\/li>\n<li><strong>Posteriore (coroidite o corioretinite)<\/strong><\/li>\n<li><strong>Diffusa (Panuveite)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In base al decorso clinico viene classificata in uveite acuta o cronica e\u00a0in base all&#8217;eziologia in uveite esogena (provocate da agenti provenienti dall&#8217;esterno) o endogena(da\u00a0agenti gi\u00e0 presenti nel nostro organismo).\u00a0Pu\u00f2 essere inoltre causata da virus, batteri, funghi e parassiti (uveite infettiva) o anche in forma non infettiva\u00a0in associazione ad altre patologie sistemiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I sintomi dipendono dalla sede colpita dall&#8217;infiammazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;<strong><i>uveite anteriore acuta<\/i><\/strong>\u00a0si presenta con fotofobia, dolore,\u00a0peggioramento della vista e lacrimazione<\/li>\n<li><i>l&#8217;<strong>uveite anteriore cronica<\/strong><\/i>\u00a0si presenta con lieve rossore e miodesopsie ma pu\u00f2 anche\u00a0essere quasi totalmente asintomatica. L&#8217;occhio appare iperemico, i vasi perilimbari\u00a0assumono un aspetto violaceo e si dilatano, la cornea\u00a0perde trasparenza a causa dei precipitati corneali e l&#8217;umore acqueo\u00a0appare torbido per la presenza di cellule infiammatorie. Nell&#8217;iride possono comparire delle alterazioni visibili (noduli o aree atrofiche), segni pi\u00f9 lievi nella forma cronica<\/li>\n<li>l&#8217;<em><strong>uveite intermedia<\/strong> pu\u00f2<\/em>\u00a0presentarsi con miodesopsie\u00a0o divenire sintomatiche sino alla comparsa di complicanze come l&#8217;edema maculare\u00a0(liquido che si forma tra gli strati del centro della retina). Il corpo vitreo\u00a0appare comunque torbido.<\/li>\n<li>l&#8217;<em><strong>uveite posteriore<\/strong> si<\/em>\u00a0presenta come quella intermedia ma nel caso in cui il processo infiammatorio colpisce la fovea pu\u00f2 anche causare un rapido calo del visus. Il corpo vitreo appare sempre opaco mentre la retina \u00e8 colpita dall&#8217;infiammazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Complicazioni:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le <em>forme anteriori<\/em> si possono complicare con la formazione di sinechie tra l&#8217;iride e la superficie anteriore del cristallino e\u00a0quando si formano attorno alla pupilla possono provocare il\u00a0mancato passaggio di umore acqueo\u00a0dalla camera posteriore\u00a0del bulbo oculare a quella anteriore, con conseguente aumento della pressione oculare. Altre complicazioni dell&#8217;uveite anteriore sono la cataratta\u00a0e le sofferenze corneali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;<em>uveite intermedia<\/em>\u00a0ha come complicazioni l&#8217;edema maculare cistoide ed il distacco di retina per trazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;<em>uveite posteriore<\/em>\u00a0le complicazioni riguardano il coinvolgimento della macula da parte dell\u2019infiammazione che provoca edema maculare,\u00a0fenomeni di occlusione dei vasi della retina, formazione di neovasi coroideali\u00a0e infiammazione del nervo ottico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;uveite \u00e8 una patologia insidiosa che va trattata con tempestivit\u00e0 poich\u00e9 le forme pi\u00f9 gravi possono portare alla cecit\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbV\u00bb tab_id=\u00bb1438871277108-20-3&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div id=\"attachment_6216\" style=\"width: 281px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vitreo-iperplastico.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6216\" class=\" wp-image-6216\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vitreo-iperplastico-300x166.jpg\" alt=\"Bulbo normale (a) e con Vitreo primitivo iperplastico (b)\" width=\"271\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vitreo-iperplastico-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vitreo-iperplastico-762x424.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Vitreo-iperplastico.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6216\" class=\"wp-caption-text\">Bulbo normale (a) e con Vitreo primitivo iperplastico (b)<\/p><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Vitreo primitivo iperplastico<\/h3>\n<p>La persistenza del VPI \u00e8 una rara patologia\u00a0congenita rara caratterizzata dalla mancata regressione del vitreo primario e della vascolarizzazione vitreale normalmente presente solo nel feto. Pu\u00f2 essere distinto in forma anteriore, posteriore e completa a seconda delle strutture oculari coinvolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La forma anteriore corrisponde a tessuto fibrovascolare adeso al cristallino e ai processi ciliari. Quella posteriore consiste in un cordone fibrovascolare vitreale che emerge dal nervo ottico e decorre anteriormente. Nella forma completa i due quadri si associano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 accade perch\u00e9 nella crescita prenatale il segmento posteriore dell&#8217;occhio \u00e8 ricco\u00a0di rami dell&#8217;arteria ialoide proveniente dal nervo ottico (vitreo primario). Successivamente questi vasi sanguigni scompaiono per essere sostituiti dal vitreo secondario che a sua volta origina il vitreo trasparente e avascolare tipico di ogni persona vivente.<br \/>\nSe alcuni vasi sanguigni permangono tipicamente nell&#8217;arteria ialoide che porta dal disco ottico alla superficie posteriore del cristallino, permane anche il vitreo primario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;occhio con vitreo iperplastico primitivo persistente \u00e8 frequente nei nati prematuri affetti da Retinopatia del Pretermine (R.O.P.), ed \u00e8 di solito pi\u00f9 piccolo del controlaterale normale (microftalmo o ipoplasia). Molto frequentemente questa patologia si associa\u00a0a distacco di retina, cataratta e glaucoma, tutti nella forma congenita.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbW-X-Y\u00bb tab_id=\u00bb1438871285207-21-2&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Xanthelasma.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6221\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Xanthelasma-300x146.jpg\" alt=\"Xanthelasma\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Xanthelasma-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Xanthelasma.jpg 715w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Xantelasma<\/h3>\n<p>E&#8217; un accumulo di grassi, in particolare di colesterolo\u00a0localizzato sulle palpebre. Particolarmente diffuso dopo i 40 anni, colpisce di frequente anche i giovani e si presenta come una placca molle e giallastra di forma e dimensione variabile che sporge sulla palpebra. Non causa dolore e non interferisce con la vista.\u00a0Lo xantelasma pu\u00f2 essere rimosso chirurgicamente ma spesso si riforma spontaneamente.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_separator color=\u00bbgrey\u00bb align=\u00bbalign_center\u00bb][vc_row_inner el_id=\u00bb\u00bb][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text css_animation=\u00bb\u00bb]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/xeroftalmia.jpg\" class=\"thickbox no_icon\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6220\" src=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/xeroftalmia-300x194.jpg\" alt=\"xeroftalmia\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/xeroftalmia-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/xeroftalmia-762x496.jpg 762w, https:\/\/www.dalpasso.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/xeroftalmia.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Xeroftalmia<\/h3>\n<p>Patologia del bulbo causata da carenza di vitamina A, il cui sintomo\u00a0caratteristico \u00e8 la sindrome dell&#8217;occhio secco. Pu\u00f2 degenerare in ulcera corneale e\u00a0cheratomalacia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; la maggiore causa di cecit\u00e0 infantile nei Paesi in via di sviluppo.\u00a0Si stima che\u00a0250 milioni di bambini in et\u00e0 prescolare soffrano di carenza di Vitamina A,\u00a0ogni anno 350.000 bambini diventino ciechi e sempre ogni anno\u00a0muoiano 2 milioni di bambini per questa patologia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; dovuta alla perdita delle cellule congiuntivali\u00a0caliciformi e mucosecernenti e ad un\u2019alterazione delle cellule epiteliali congiuntivali. Queste alterazioni provocano\u00a0la cheratinizzazione dell\u2019epitelio congiuntivale che diviene secco (xerosi congiuntivale).\u00a0La xerosi si manifesta a livello della congiuntiva bulbare con mancanza di umidit\u00e0 della mucosa, suo ispessimento e raggrinzimento, perdita della pigmentazione e della trasparenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La secchezza corneale e congiuntivale pu\u00f2 portare a ulcerazione e cheratomalacia con una conseguente perdita della vista nel 50% dei pazienti non trattati.\u00a0L\u2019ulcerazione corneale sembra essere dovuta al trauma e alla mancanza di proteine associata a una carenza di vitamina A.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][vc_tab title=\u00bbZ\u00bb tab_id=\u00bb1438871293281-22-2&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text]<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tab][\/vc_tabs][\/vc_column][\/vc_row]<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_column_text] Dizionario: Patologia [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=\u00bbglossario\u00bb][vc_column width=\u00bb1\/1&#8243;][vc_tabs][vc_tab title=\u00bbR\u00bb tab_id=\u00bb1438871234217-16-9&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner el_class=\u00bb\u00bb width=\u00bb3\/4&#8243;][vc_column_text] Rabdomiosarcoma Raro tumore maligno\u00a0pediatrico delle parti molli in et\u00e0 pediatrica che rappresenta circa il 3-4% di tutti i tumori infantili. 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